udita la richiesta d'aiuto, egli avrebbe dovuto in ogni caso intervenire, vagliare le condizioni dell'alunno e – sorgendo il benché minimo dubbio – accompagnarlo a riva. Dalla deposizione di J. si evince altresì che sono trascorsi diversi secondi dalla richiesta d'aiuto all'inabissamento, durante i quali il prevenuto avrebbe avuto tutto il tempo di raggiungere il ragazzo, che per di più era sorretto dal compagno ("gli ho tenuto la testa"), per poi verificarne lo stato di salute e soccorrerlo. L'imputato si è invece precluso la possibilità di intervenire tempestivamente omettendo – come detto – di istruire gli studenti affinché rimanessero in gruppo.