non abbia manifestato in modo riconoscibile le sue difficoltà (tanto che i compagni pensavano stesse giocando) e si sia subito inabissato. Ne desume, il legale, che l'osservanza delle debite precauzioni non avrebbe permesso – comunque sia – un tempestivo soccorso e non avrebbe quindi potuto evitare, in ultima analisi, la tragedia. Il fatto è che la vittima non si è subito inabissata: il compagno che gli nuotava vicino ha avuto modo infatti di riferire quanto segue (cfr. deposizione di J. del 7 settembre 2001 allegata all'act. 14, pag. 2 verso il basso): […] nel ritorno a 10/15 metri dalla riva ho notato [__________.] ed anche lui stava tornando a riva, era dietro di me a circa 1 o 2 metri.