{"Signatur": "TI_PP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2004-01-30", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2002-219_2004-01-30.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=22591&nX40_KEY=4925861&nTrefferzeile=3&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "df35ce840d88b4926fba8e84dfef5384"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2002.219"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale 30.01.2004 10.2002.219"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale 30.01.2004 10.2002.219"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Presidente della Pretura Penale 30.01.2004 10.2002.219"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Presidente della Pretura Penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 03:30:51", "Checksum": "5a2dccc3c361c8cfde25cb3071dd5568", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Il Presidente della Pretura Penale 30.01.2004 10.2002.219\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n1. Giusta l'art. 117 CP chiunque per negligenza cagiona la morte di alcuno è punito con la detenzione o la multa. Commette un crimine o un delitto per negligenza colui che, per un'imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze della sua azione o non ne ha tenuto conto (art. 18 cpv. 3 prima frase CP). L'imprevidenza è colpevole se l'agente non ha usato le precauzioni alle quali era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali (art. 18 cpv. 3 seconda frase CP). Nella circolazione stradale, la negligenza è fondata in primo luogo sulla violazione delle norme di comportamento sancite dalla relativa legislazione (cfr. DTF 127 IV 38 consid. 2a, 122 IV 20 consid. 2b/aa, 121 IV 290 consid. 3, 106 IV 80; Rep. 1985 pag. 185). Occorre inoltre dimostrare l'esistenza di un nesso causale – naturale e adeguato – fra il mancato ossequio delle norme della circolazione e il decesso (cfr. DTF 115 IV 102 consid. 2b con richiami di giurisprudenza). L'art. 91 cpv. 1 LCS reprime altresì con la detenzione o con la multa chiunque, in stato di ebrietà, conduce un veicolo a motore.\n2. Il Procuratore pubblico ha ritenuto __________ __________ colpevole di omicidio colposo e di circolazione in stato di ebrietà, \"per avere, guidando la vettura __________, in stato di ubriachezza [tasso di alcoolemia min. 1,56 g/kg - max. 2,070 g/kg] perso la padronanza del veicolo, urtando dapprima il guardavia di destra e sbandando poi sulla sinistra, invadendo repentinamente la corsia di sorpasso sulla quale circolava, in fase di sorpasso, la vettura __________, guidata da __________ __________, con a bordo il passeggero __________, urtando la ruota posteriore di detto veicolo, provocandone il capovolgimento e il suo conseguente arresto, in posizione trasversale sulle due corsie di scorrimento; poco dopo la vettura __________ __________, capovolta e ferma al centro delle due corsie, con all'interno i due occupanti, veniva investita da una terza vettura (una __________ __________) guidata da __________ __________, il quale nella manovra intesa a evitare la collisione con la vettura __________i, ferma a ridosso della protezione metallica centrale, si spostava sulla destra e andava a cozzare contro la vettura __________, colpendola violentemente alla fiancata posteriore sinistra con la fiancata posteriore destra del proprio veicolo, facendola carambolare in avanti a ridosso della protezione metallica centrale; a seguito delle lesioni riportate nell'incidente il passeggero __________ __________ decedeva sul posto\" (act. 39, pag. 1 verso il basso).\n3. L'accusato non nega di avere circolato con il tasso alcolemico indicato nel decreto d'accusa, né di avere negligentemente infranto le norme della circolazione e concorso in tal modo alla realizzazione degli incidenti che hanno determinato, in ultima analisi, la morte del passeggero della __________ __________. Assodata la circolazione in stato d'ebrietà e la sussistenza di un'imprevidenza colpevole in nesso causale naturale con il decesso della vittima, la difesa lamenta nondimeno l'assenza di qualsiasi nesso di causalità adeguato fra la propria colpa e l'evento mortale.\na) Per costante giurisprudenza, il nesso di causalità è adeguato quando il comportamento contrario ai doveri di prudenza è idoneo, secondo l'andamento ordinario delle cose e l'esperienza generale della vita, a produrre o a favorire un evento simile a quello in concreto realizzatosi. Tuttavia, la causalità adeguata viene meno, il concatenamento dei fatti perdendo in tal modo la sua rilevanza giuridica, allorché un'altra causa concomitante, quale ad esempio l'atteggiamento della vittima o la colpa di terzi, costituisca una circostanza del tutto eccezionale oppure dipenda da un comportamento talmente straordinario, insensato o stravagante che non poteva essere previsto. L'imprevedibilità dell'atto concomitante non è sufficiente per interrompere il nesso di causalità adeguata. Occorre bensì che quest'atto sia di una gravità tale da imporsi come la causa più probabile e immediata dell'evento considerato, relegando in secondo piano tutti gli altri fattori, segnatamente il comportamento dell'agente, che hanno contribuito a provocarlo (cfr. DTF inedita __________.__________/__________del __________ 2003, consid. 4 con riferimenti)."}