Anche sotto questo profilo, la tesi accusatoria merita pertanto conferma. 4. Dato quanto precede, questo giudice – valutando l'insieme delle risultanze istruttorie – perviene al convincimento che l'accusato abbia effettivamente commesso entrambi i reati ravvisati dal Procuratore pubblico di circolazione in stato d'ebrietà e di omicidio colposo, per i fatti descritti nel decreto d'accusa del 12 novembre 2001. 5. Quanto alla commisurazione della pena, per l'art. 63 CP il giudice fissa la sanzione in base alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della vita anteriore e delle condizioni personali.