sulla commisurazione della pena detentiva, chiede che si tenga conto delle circostanze personali dell'imputata, della collaborazione prestata alle autorità inquirenti, dell'assenza di un qualsiasi scopo di lucro, del fatto che l'interessata sia già stata condannata in Italia per i medesimi fatti a 10 mesi e 20 giorni di reclusione sospesi condizionalmente, così come del lungo carcere preventivo sofferto; riguardo alla condanna italiana, il difensore chiede altresì che, in applicazione dell'art. 3 n. 1 CP, la pena estera sia computata in quella da pronunciare, ponendosi finanche il quesito di sapere se l'autorità svizzera sia ancora abilitata a pronunciare una condanna, ostandovi l'art. 3 n.