{"Signatur": "TI_PP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2003-02-04", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2002-1_2003-02-04.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=22341&nX40_KEY=4927989&nTrefferzeile=87&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "f5245c6383d5424c6195f09b97ff9d39"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2002.1"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale 04.02.2003 10.2002.1"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale 04.02.2003 10.2002.1"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Presidente della Pretura Penale 04.02.2003 10.2002.1"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Presidente della Pretura Penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 22:29:43", "Checksum": "9e65d1e21f07ef4a846ec429c8a9d547", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Il Presidente della Pretura Penale 04.02.2003 10.2002.1\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nRientrato in ufficio, l'imputato ha così proceduto a stendere i due verbali separati, correggendo i termini al singolare e togliendo il passaggio di cui sopra da quello relativo a __________ Nel pomeriggio egli è poi tornato al “__________ __________ ”, dove, sempre con l’aiuto del signor __________, ha chiesto alle due ragazze se erano d’accordo che la traduzione venisse fatta da quest'ultimo o se avesse dovuto chiamare l’interprete ufficiale. Le ragazze si sono dichiarate favorevoli a questo modo di procedere e, dopo aver sentito le spiegazioni sulle modifiche apportate, hanno apposto la loro firma sui relativi documenti. Dopodiché il signor __________, davanti alle due donne, ha stracciato l’originale del primo verbale e ne ha portato i pezzi in ufficio per distruggerli nel tritacarte.\nIn calce ai due nuovi verbali l’imputato ha comunque indicato il nominativo del traduttore ufficiale, signor __________. Quest’ultimo è stato da lui contattato telefonicamente dopo il rifacimento degli stessi, per chiedergli di passare in ufficio a controfirmarli.\nNonostante queste intenzioni, a seguito degli sviluppi intercorsi - soprattutto la retata della polizia al \"__________ __________ \" - gli atti in questione sono però rimasti nel cassetto della scrivania del signor __________, senza essere più stati sottoposti all'interprete e senza essere nemmeno mai stati fatti proseguire.\n4. L’art. 317 cifra 1 cpv. 2 CPS prescrive che i funzionari o i pubblici ufficiali che intenzionalmente attestano in un documento, in modo contrario alla verità, un fatto d’importanza giuridica, sono puniti con la reclusione sino a cinque anni o con la detenzione.\nNella presente fattispecie è incontestato che l’imputato, sergente della polizia cantonale, sia un funzionario ai sensi dell’art. 317 cifra 1 cpv. 2 CPS, in combinazione con l’art. 110 cifra 4 CPS.\nSecondo l’art. 110 cifra 5 CPS, per essere ritenuto un documento ai sensi del codice penale, uno scritto deve essere destinato e atto a provare un fatto d’importanza giuridica.\nPer costante dottrina e giurisprudenza, dalla formulazione stessa e dalla genesi del testo di legge risulta inequivocabilmente che lo scritto deve essere oggettivamente deputato a provare tutto o parte di ciò che esprime. Il legislatore ha così voluto evitare di escludere i cosiddetti documenti occasionali (come ad esempio una lettera d’amore), facendo però in modo che la volontà dell’autore non sia, da sola, sufficiente a donare allo scritto la qualità di documento.\nIl fatto avente un’importanza giuridica è l’oggetto della prova che il documento deve essere in misura d’apportare. Esso deve avere forza probatoria rispetto a questioni da cui dipende la nascita, l’esistenza, la modificazione, il trasferimento o la constatazione di un diritto. Altrimenti detto, i dati contenuti nello scritto devono essere atti a modificare la soluzione di un problema giuridico (Bernard Corboz, Les principales infractions en droit suisse, vol. II, pag. 187 e ss., e riferimenti ivi citati).\nNon è necessario che l'atto sia autentico. È però indispensabile un legame stretto tra la funzione ufficiale ed il documento. L’intervento dell’agente pubblico deve conferire al documento una credibilità accresciuta (ibidem, pag. 606).\n5. Nel caso di specie, gli scritti in questione sono dei verbali d’interrogatorio resi di fronte ad un agente della polizia cantonale - nell'ambito dell'esercizio della sua funzione di autorità inquirente, su delega del Ministero pubblico - destinati a provare la commissione di un reato, ossia un fatto d’importanza giuridica.\nNon vi è dunque dubbio che gli stessi siano dei documenti ai sensi dell’art. 110 cifra 5 CPS.\nL’obiezione sollevata dall’imputato, secondo cui i verbali in questione non costituiscono dei documenti ai sensi dell’art. 110 cifra 5 CPS, in quanto in assenza della firma dell’interprete non hanno alcuna valenza probatoria, è ininfluente ai fini del presente giudizio in quanto si tratta di un aspetto riconosciuto pure dall'accusa. In effetti, è indubbio che il reato sia rimasto al mero stadio di tentativo. Inoltre, come avremo modo di vedere in seguito, fanno difetto gli elementi soggettivi dell’infrazione.\n6. Giusta l’art. 317 cifra 1 cpv. 2 CPS la fattispecie è adempita allorquando viene attestato intenzionalmente, in modo contrario alla verità, un fatto d’importanza giuridica. Dal punto di vista soggettivo, il reato deve dunque essere commesso volontariamente. In via sussidiaria comunque, la legge sanziona pure le azioni effettuate per negligenza, art. 317 cpv. 2 CPS.\nSecondo la costante dottrina e giurisprudenza, l'intenzionalità dell’autore deve essere volta all'obiettivo di trarre qualcuno in errore (DTF 121 IV 223, 113 IV 82, 100 IV 182). Affinché il reato possa essere considerato consumato non è però necessario che una persona sia stata effettivamente ingannata (DTF 121 IV 223).\nPer ammissione dello stesso Procuratore pubblico, la falsificazione degli atti è comunque rimasta allo stadio di tentativo, considerato che i verbali in questione hanno acquisito forza probatoria, non essendo stati firmati dall’interprete e non essendo stati fatti proseguire al magistrato competente. La punibilità del signor __________ nascerebbe dal fatto che egli avrebbe intenzionalmente creato, di sua spontanea volontà, due nuovi e distinti verbali di interrogatorio in cui le due denuncianti figuravano quali autrici delle medesime dichiarazioni, e che essi sarebbero in seguito stati fatti sottoscrivere alle stesse. In particolare, nel caso del verbale di interrogatorio di __________., l'imputato avrebbe intenzionalmente ripreso dichiarazioni che la stessa non aveva personalmente rilasciato, nonché circostanze e modalità di interrogatorio diverse da quelle realmente avvenute."}