in verità, come da lui stesso ammesso (doc. D4, pag. 3, e, di nuovo, in aula), tale domanda è intervenuta più per disegno che per convinzione, sperando così di "liberarsi" prima dalla condizione di arresto cui era al momento sottoposto (di cui tuttavia non v'è ricordo preciso né traccia agli atti). Il rapporto con i suoi tutori (dal 1988 ad oggi avvicendatisi in numero di quattro) è spesso stato caratterizzato da difficoltà e incomprensioni. A suo dire egli sarebbe vittima di ingiustizie da questi operate.