{"Signatur": "TI_PP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2004-03-05", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2002-197_2004-03-05.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=22574&nX40_KEY=4925339&nTrefferzeile=5&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "812a71eb23b4c68307832f711bda7667"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2002.197"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale 05.03.2004 10.2002.197"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale 05.03.2004 10.2002.197"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Presidente della Pretura Penale 05.03.2004 10.2002.197"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Presidente della Pretura Penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 03:32:51", "Checksum": "dc99c08bed31f8443a29a08f0b1c01c5", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Il Presidente della Pretura Penale 05.03.2004 10.2002.197\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nA dirimere la questione intervengono dottrina e giurisprudenza. La prima indica che l'interdetto maggiorenne capace di discernimento può esercitare tale diritto, poiché inerente la propria personalità, anche senza il consenso del proprio rappresentante legale (Scyboz/Gilliéron, Code civil suisse et code des obligations annotés, Losanna 1999, ad art. 19 cpv. 2 CC, pag. 32; Geiser, Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch I, 2. ed., Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 20 ad art. 421 CC, pag. 2150); il Tribunale Federale, da par suo, già si è chinato, pur se tempo fa, sulla problematica specifica dei diritti di difesa dell'interdetto in un procedimento penale, giungendo alla conclusione che questi ha facoltà autonoma (senza necessità di ratifica) di ricorso contro una sentenza penale e nel richiederne la revisione (DTF 88 IV 111; 68 IV 158).\n_________ _________ è quindi legittimato attivamente ad interporre ricorso pur senza ratifica del proprio rappresentante legale e/o dell'autorità tutoria.\n4. 1. Ciò premesso sia ricordato che giusta l'art. 41 cifra 2 cpv. 1 CP il giudice può imporre al condannato, per il periodo di prova, norme di condotta, segnatamente circa l'attività professionale, il luogo di dimora, il controllo medico, l'astensione dalle bevande alcoliche e la riparazione del danno entro un termine stabilito.\nGiusta il cpv. 2 della medesima disposizione le circostanze che giustificano o escludono la sospensione condizionale della pena come anche le norme di condotta imposte dal giudice devono essere menzionate nella sentenza. Il giudice può successivamente modificare le norme di condotta.\nLa scelta e il contenuto della norma di condotta devono seguire lo scopo della sospensione condizionale, cioè devono essere atte ad avere effetto di prevenzione sul condannato (Rehberg, Strafrecht II, Zurigo 1984, pag. 40). Il giudice può in altre parole disporre ogni norma di condotta pensabile che possa essere adatta ad aiutare il reinserimento nella società del condannato (come da ratio legis della norma di legge) e che costituisca per questi un \"onere\" sopportabile e proporzionato. La norma di condotta ha senso se è pronunciata nell'interesse del condannato e se è presumibile che la stessa possa essere da lui seguita (Schneider, Basler Kommentar, Strafgesetzbuch, I, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 161 ad art. 41 CP, pag. 532).\nInoltre la norma di condotta non deve aggravare il condannato più dell'esecuzione della pena detentiva né essere \"sostitutiva\" della stessa. Infine essa deve avere un rapporto diretto con il reato commesso (Schneider, op. cit., n.n. 162-163 ad art. 41 CP, pag. 533).\nLa possibilità di ordinare quale norma di condotta un \"controllo medico\" è espressamente menzionata nella legge (art. 41 cifra 1 cpv. 2 CP). Tale è considerato ad esempio un trattamento psichiatrico o psicoterapeutico in più \"sedute\" oppure la cura ormonale di deviati impulsi sessuali (\"Triebstörungen\") o, ancora, la cura per mezzo di antabus in caso di abuso di alcolici. Poiché tali norme vengono ordinate dal giudice senza necessariamente il consenso dell'interessato, dottrina e giurisprudenza sono unanimi nel richiedere, di regola, che la decisione del giudice sia supportata dal parere di un esperto in materia (Schneider, op. cit., n. 171, ad art. 41 pag. 535; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, Berna 1989, § 4, n. 94, pag. 50).\n4.2. Nel caso concreto il giudice ha ordinato due norme di condotta durante il periodo di prova e meglio: l'obbligo di sottoporsi ad una terapia di sostegno, con colloqui ogni due settimane, presso il Servizio psico-sociale di _________ e l'obbligo di sottoporsi ad una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con Antabus, da assumere regolarmente, presso il Centro di cura contro l'alcolismo di _________ _________.\nOggetto di ricorso è unicamente questa seconda norma di condotta.\n4.2.1. I reati per i quali l'accusato è stato condannato sono indubbiamente legati al suo abuso di bevande alcoliche (cfr. doc. D4, pag. 4). Proprio per questo del resto ha trovato spazio d'applicazione alle fattispecie l'art. 11 CP (scemata responsabilità): stando al referto peritale 3 settembre 2002 redatto dal Servizio psico-sociale di _________ (doc. D4, pag. 10) - in aula rimasto, sia detto una volta per tutte, del tutto incontestato, sia nel suo contenuto che nelle sue conclusioni - \"al momento dei fatti il peritando era sotto leggero influsso di alcool (non abbiamo a disposizione i valori ematici di alcolemia, ma dal racconto anamnestico aveva bevuto un \"paio di birre\")\" che \"ha forse amplificato l'impulsività ed aggressività e ha facilitato il passaggio all'atto sotto la spinta di rabbia\". Da lì la lieve scemata responsabilità.\nLa perizia giunge ad affermare, inoltre, che nel periodo in cui si sono svolti i fatti _________ presentava \"un disturbo antisociale di personalità, un uso dannoso di alcool e una sindrome da dipendenza da cannabis\" e che, in generale, \"il disturbo antisociale di personalità specialmente in associazione con intossicazione alcolica può comportare la perpetrazione di atti criminali\" (doc. D4, pag. 9 in alto).\nSia ricordato infine che i fatti che hanno condotto alla condanna dell'accusato si sono svolti l'uno alle 09.15 e l'altro alle 09.30 e che, in entrambi i casi, a quell'ora, _________ già era sotto (pur leggero) influsso di alcool.\n4.2.2. V'è da chiedersi se la perizia, di oltre un anno fa (settembre 2002), possa ancora essere ritenuta attuale nelle sue conclusioni."}