{"Signatur": "TI_GIAR_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2000-09-13", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-84901_2000-09-13.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=97632&nX40_KEY=4933327&nTrefferzeile=46&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "73fe0b260efc682d54094193fbb38a6e"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["INC.1999.84901"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 13.09.2000 INC.1999.84901"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 13.09.2000 INC.1999.84901"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 13.09.2000 INC.1999.84901"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:43:08", "Checksum": "7378a128436498fd3f8b7b77cdb6221c", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 13.09.2000 INC.1999.84901\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nd) Manifestamente infondata, poi, è l’obiezione dell’accusato, secondo la quale l’ordine avversato sarebbe un doppione di quello 5 novembre 1997, già ossequiato (v. reclamo, cit., pto. II.2 p. 3): quest’ultimo riguardava unicamente le relazioni bancarie detenute dai reclamanti presso la Banca __________ di __________, mentre l’ordine oggi impugnato riguarda invece in primo luogo le note relazioni detenute dalle medesime persone presso la Banca __________ succursale di __________ (ed in subordine altre eventuali relazioni, a tutt’oggi ancora ignote, detenute sempre dai reclamanti presso la Banca __________ di __________ o __________). E comunque, anche se l’ordine oggi avversato ripetesse pedissequamente quello del novembre 1997, ciò non lo renderebbe per nulla illecito o superfluo, posto che fino ad oggi la documentazione sequestrata nel lontano 1997 non è ancora potuta venire ufficialmente acquisita da parte della banca, ma unicamente nella misura in cui l’accusato medesimo l’aveva a suo tempo messa a disposizione del perito incaricato dalle parti della ricostruzione dei movimenti dei conti suoi e della parte civile (v. sequestro 15 gennaio 1999 del Procuratore Pubblico, inc. MP doc. 39, e consegna del materiale 10 mesi più tardi, inc. MP doc. 69).\ne) Nel solco di quest’ultima considerazione va anche fortemente relativizzata la volontà di cooperazione da parte dell’accusato __________ (v. reclamo, cit., pto. 6, p. 5-7): se è vero, infatti, che egli non si è formalmente opposto ai vari ordini di perquisizione e sequestro, è un dato di fatto che la documentazione bancaria afferente le relazioni __________ presso la Banca __________ non è ancora stata prodotta dalla banca medesima. Senza entrare nel merito delle giustificazioni che egli potrebbe addurre, è pacifico che quella parte che si dice seriamente intenzionata a fare chiarezza – come __________ pretende essere – non procrastina per anni la presentazione completa e dettagliata di tutte le relazioni bancarie potenzialmente toccate dalla (quand’anche contestata) ipotesi accusatoria: chi non dà seguito a tale elementare precetto non può millantare una volontà di cooperazione che, alla prova dei fatti, si assevera di natura puramente teorica.\nf) Infine, per quanto concerne l’ultima obiezione sollevata dai reclamanti – ossia la buona fede dei figli di __________ in ostacolo alla sequestrabilità degli importi depositati sui conti loro intestati (v. reclamo, cit., pto. 13 p. 14) – va rilevato come tale obiezione sia ampiamente prematura: fino a quando non vi sarà chiarezza documentale sulle movimentazioni ordinate da __________ a carico dei conti intestati a __________, non sarà possibile formulare neppure vaghe ipotesi sul ruolo avuto dai figli __________ e __________, ed ancor meno sulla loro pretesa buona fede. Comunque, a parte il fatto che in sede di reclamo l’obiezione è del tutto priva di motivazione, certamente essa non può essere aprioristicamente motivata con la loro estraneità alla relazione fra __________ e __________.\ng) Allo stadio attuale dell’inchiesta, in sunto, vi sono dunque riscontri oggettivi sufficienti per dare credito all’ipotesi accusatoria sostenuta dalla pubblica accusa ed indiziare un comportamento delittuoso dell’accusato __________. Tale constatazione, ovviamente, non ha valenza di condanna anticipata, bensì significa unicamente che sono senz’altro dati gli estremi perché contro l’accusato venga condotta un’inchiesta formale.\n3.\nNon vi è necessità di dilungarsi sulla pertinenza di accertamenti documentali, quando – come nell’evenienza specifica – i reati ipotizzati a carico dell’accusato siano di carattere finanziario: è infatti sin troppo ovvio che sia indispensabile ricostruire la ben nota traccia cartacea (“paper trail”), in primo luogo per accertare la natura delittuosa di determinati attivi depositati su relazioni bancarie di pertinenza dell’accusato __________ (o per stabilirne, al contrario, la legittima causale), ed inoltre – ovviamente – anche per eventualmente permetterne il recupero e la restituzione alla parte lesa. Altrettanto ovvio e legittimo è l’interesse del Procuratore Pubblico ad individuare con precisione le relazioni bancarie coinvolte nelle ipotesi d’illecito indagate – ciò che esige previo integrale esame di tutte le relazioni bancarie facenti capo a __________ ed agli altri reclamanti, senza restrizione alcuna, non potendosi il magistrato inquirente notoriamente accontentare delle informazioni fornitegli (più o meno spontaneamente) dall’accusato o dalla banca medesima, ma essendo egli invece espressamente tenuto ad effettuare un esame autonomo (v. sentenza 9 febbraio 1994 della I Corte di diritto pubblico in re G e L [1P.497/1993], consid. 4c p. 15, con rinvio a DTF 119 IV 178). Ed a non far dubbio, si tratta di accertamenti che corrispondono per principio ed immediatamente agli interessi delle indagini (v. la già citata decisione 17 agosto 1998 in re E.F., inc. GIAR 501.98.2, consid. 3.2; come qui, v. decisione 4 febbraio 1999 in re titolare X, inc. GIAR 846.98.1 consid. 4.b p. 4-5).\n"}