In particolare egli ha negato il colloquio libero tra zio e nipote motivando la sua decisione con motivi istruttori. Egli ha sì concesso un colloquio ma sorvegliato e da concordare con i preposti funzionari di polizia. D'altro canto anche il trasferimento dell'accusato al PCT è stato negato per la presenza presso il carcere di altre persone coinvolte nell'inchiesta. Sempre in virtù di motivi istruttori il magistrato d'accusa ha negato l'integrale accesso agli atti alla difesa limitando lo stesso ai verbali dell'accusato ed ha pure limitato i colloqui imponendo la sorveglianza degli stessi.