{"Signatur": "TI_GIAR_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2000-01-04", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-78903_2000-01-04.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=56821&nX40_KEY=4933341&nTrefferzeile=61&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "454ed0aac016abf5a5b0e00dbdd2d983"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["INC.1999.78903"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 04.01.2000 INC.1999.78903"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 04.01.2000 INC.1999.78903"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 04.01.2000 INC.1999.78903"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:35:47", "Checksum": "89241a8b646cbf4a7da34ace8d164300", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 04.01.2000 INC.1999.78903\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n5.1.\nCome evocato in recente decisione di questo Ufficio (GIAR 582.98.7 del 22 marzo 1999, pag. 8, vedi anche GIAR 991.98.5/6 del 6 maggio 1999) il codice di procedura penale ticinese non definisce il luogo di esecuzione della carcerazione preventiva dell’accusato. L’art. 104 CPP (Esecuzione dell’arresto) precisa unicamente che l’arrestato è di regola separato dai detenuti in espiazione di pena (cpv. 2), mentre l’art. 4 della Legge cantonale sull’esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza per gli adulti (LEPMS) dispone segnatamente che i prevenuti “sono assegnati al penitenziario: nella sezione denominata carcere giudiziario cantonale”. Le carceri pretorili - che sono delle sezioni dell’istituto principale (art. 4 cpv. 1 lit. a LEPMS) - “accolgono [...] i prevenuti nella misura dettata dalle esigenze dell’inchiesta e del procedimento di istruzione” (art. 43 cpv. 1 REPMS; così, verbatim, sentenza della Camera dei ricorsi penali 15 febbraio 1999 in re A.J.W., inc. CRP 60.99.00017, consid. 2 p. 3; v. inoltre sentenza CRP 1 settembre 1988 in re A.B., inc. CRP 196/88, consid. 2 p. 4). L’art. 104 cpv. 3 CPP precisa poi che il prevenuto è sottoposto unicamente alle restrizioni della libertà che sono indispensabili per assicurare lo scopo dell’arresto e per mantenere la disciplina nelle carceri, mentre l’art. 176 cpv. 2 CPP sancisce espressamente il principio della proporzionalità nell’esecuzione del carcere preventivo (sentenza CRP, loc. cit.). Competente per ordinare le condizioni di detenzione durante il carcere preventivo è il Procuratore Pubblico (art. 40 cpv. 1 REPMS; sentenza CRP 15 febbraio 1999, cit., consid. 4 p. 5). Si ricordano ancora qui le decisioni del 21 dicembre 1993 e 24 febbraio 1994 (con successiva conferma della CRP con sentenza del 21 marzo 1994) incarti GIAR 977.93.2 e 977.93.3 in re W. laddove, oltre ad evocare i principi più sopra espressi, si ricordava come l’apprezzamento del principio di proporzionalità che regola la materia e quindi la valutazione delle esigenze d’inchiesta, dipende da caso in caso. Nella decisione GIAR 20 gennaio 1995 in re IB inc. 1066.95.5 il Giudice dell’arresto aveva giustificato il mancato trasferimento di un accusato presso il PCT nell’ambito di una complessa inchiesta, stante pericolo di collusione, nonostante IB avesse trascorso – dei suoi 13 mesi di detenzione preventiva – 11 mesi e 3 settimane presso carceri pretorili (con trasferimenti nelle varie strutture).\n5.2.\nNel caso di specie già si è detto che l'istruttoria vede coinvolte numerose persone; il Procuratore Pubblico rammenta numerosi arresti (più di dieci) con fatti complessi e con accusati reticenti spesso con legami tra loro. __________ è accusato sia di reati contro l'integrità della persona che di violazione della LF sugli stupefacenti (oltre che di violazione della LF concernente la dimora ed il domicilio degli stranieri). Si tratta di imputazioni gravi che vedono coinvolto un recidivo (si richiama la condanna inflitta dal competente pretore e rammentata\nnelle verbalizzazioni del PP) che appare particolarmente omertoso. Spontaneamente __________ non ha ammesso nulla, egli ha invece tentato di costruire i fatti in maniera tale da giustificare il suo comportamento oggettivamente comprovato nell'ambito dell'accoltellamento. L'accusato è stato estremamente reticente a fronte delle richieste di informazioni circa la conoscenza di persone e numeri di telefono ed è stato, soprattutto, minaccioso quando è stato sostanzialmente posto a confronto con __________ che ha minacciato di morte ricusando poi l'invito della patrocinatrice a scusarsi per il suo dire.\nIn questo specifico contesto, a fronte di inchiesta che vede coinvolte 12 persone, di cui buona parte private della loro libertà, osservato come il nominativo dell'accusato è emerso in altre indagini di droga condotte dagli inquirenti ticinesi ben si comprende come sia ancora necessario trattenere __________ presso le celle pretoriali dove si trova ristretto, ciò per permetterne veloce verbalizzazione e per impedire - soprattutto - che direttamente od indirettamente egli possa inquinare le prove. Nella sua verbalizzazione a confronto __________ ha indicato di essere stato posto in celle a poca distanza dall'accusato e di avere avuto con lo stesso contatto verbale. Si tratta di episodio che non deve più verificarsi. La presenza di altri accusati presso il PCT, coinvolti nell'istruttoria di cui si tratta o comunque in contatto con persone dell'ambiente cui l'accusato appartiene, appare elemento decisivo per impedire il trasferimento auspicato dalla difesa. Va poi rammentato come __________ si trovi presso celle pretoriali dal giorno dell'arresto, ossia da poco più di un mese, ciò che costituisce un periodo di tempo ancora del tutto normale a fronte dell'ampiezza dell'istruttoria condotta, ciò avuto presente anche le esigenze istruttorie ancora in essere ed i futuri eventuali necessari confronti. Va quindi ammesso un grave e concreto rischio collusivo (l'atteggiamento omertoso dell'accusato e le sue minacce a __________ ne sono la dimostrazione lampante) tale da impedire un trasferimento presso il PCT.\n"}