Non è detto di sapere, a questo stadio del procedimento, se l’accusato intenda proporre complementi d’inchiesta. È ovvio che se lo farà, dovrà assumersi la conseguenza di un’eventuale prolungamento del carcere preventivo; comunque, per quanto oggi prevedibile, non sono ipotizzabili delle istanze di complemento che non possano essere evase in tempi relativamente brevi. Considerati tutti i tempi tecnici, in conclusione, non si giustifica una proroga di durata superiore a due mesi. Ovviamente, resta impregiudicato l’obbligo del magistrato inquirente di procedere alla conclusione dell’istruttoria formale ed all’emanazione dell’atto d’accusa con la dovuta celerità (art. 176 cpv.