{"Signatur": "TI_GIAR_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2000-01-28", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-54603_2000-01-28.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=56852&nX40_KEY=4933340&nTrefferzeile=23&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "bebd21d36110178cbdb98eeae0746085"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["INC.1999.54603"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 28.01.2000 INC.1999.54603"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 28.01.2000 INC.1999.54603"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 28.01.2000 INC.1999.54603"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:36:35", "Checksum": "71b444af484619ebea2d631b787867f0", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 28.01.2000 INC.1999.54603\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n5.\nResta da esaminare la proporzionalità della detenzione preventiva sin qui subita e quella ancora prevedibile per terminare l'istruttoria e giungere al processo. Si può allora fare ampio riferimento alla decisione Giar 25 maggio 1999 in re R. (991.98.10):\n\"Giusta l’art. 102 cpv. 2 CPP la durata del carcere preventivo durante l’istruzione formale può essere di sei mesi; tale termine può essere convenientemente prorogato (art. 103 CPP).\nLa prassi del Tribunale federale ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2 e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità, stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in particolare, dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b).\"\nNel concreto caso la fattispecie oggetto d'istruttoria appare complessa, coinvolge più situazioni, e la prevedibile pena - in caso di giudizio di condanna - appare elevata per i quantitativi di droga trattati ed anche per il ripetersi delle ipotizzate violazioni della legge che disciplina la materia. La misura chiesta dal PP, ossia cinque mesi di proroga della detenzione preventiva, di primo acchito (e nell'ottica dei principi scaturiti dalla giurisprudenza citata) appare - in uno con la detenzione preventiva sin qui subita e quella prevedibile per giungere alla celebrazione del processo - comunque inferiore alla prevedibile pena in caso di giudizio di condanna. In realtà i cinque mesi di proroga auspicati dal magistrato d'accusa violerebbero il principio della celerità dell'istruttoria che vede coinvolte persone in stato di detenzione preventiva ed in definitiva il principio di proporzionalità.\nPur trattandosi di inchiesta complessa che vede coinvolte numerose persone e con fatti spesso intrecciati tra loro e non facili da districare, in particolare __________ appare coinvolto nelle inchieste __________ rispettivamente __________ e __________, non può essere sottaciuto come, a distanza di quasi sei mesi dall'arresto, l'accusato risulti essere stato interrogato ben poche volte, e non sia più stato sentito dal novembre 1999.\nL'ultima verbalizzazione resa al PP è, tra l'altro, di molte settimane successiva al precedente interrogatorio. Il magistrato d'accusa non giustifica minimamente il suo ritardo e i notevoli intervalli di tempo tra un interrogatorio e l'altro. Non viene specificato, nella richiesta di proroga, quali verbalizzazioni sarebbero ancora necessarie, quali confronti sarebbero ancora auspicabili, i motivi per i quali questi confronti non hanno potuto essere svolti in epoca precedente, quali difficoltà pratiche, tecniche o d'inchiesta (ed in che modo) hanno imposto di ritardare l'acquisizione degli elementi probatori a carico di __________.\nNella sua istanza il PP si sforza unicamente di indicare l'esistenza di concreti e validi elementi indizianti i reati ritenuti contro l'accusato. L'esistenza di detti indizi, pur seri e rilevanti un traffico di stupefacenti di ampia portata e ripetuto nel tempo, da solo non basta e non giustifica il perdurare in carcere di una persona. Inaccettabile appare poi motivare al Giar l'esistenza di necessità istruttorie non specificate nel dettaglio ed in maniera palese e liquida affinché la difesa possa prendervi posizione. Non appare certo compito del Giar quello di esaminare nel dettaglio l'incarto per sostituirsi al PP nella valutazione delle necessità istruttorie non conclamate e quindi valutarle. I PP, nelle istanze come quella in discussione, non possono e non devono contentarsi di argomentare con frasi del tipo \"In considerazione delle divergenze esistenti tra le versioni dei fatti rese dai diversi coimputati occorrerà … esperire … contraddittori\". Ciò appare del tutto inaccettabile. Il magistrato d'accusa deve precisare, in un contesto comunque ampio e complesso come quello in discussione, quali divergenze debbano essere chiarite mediante verbalizzazione a confronto, quali altri coaccusati debbano essere sentiti ancora nella fase predibattimentale e quali invece i confronti che possono essere lasciati al momento del pubblico dibattimento. Il PP appare quindi estremamente vago nell'indicare quali atti istruttori appaiono ancora necessari per giungere alla chiusura dell'istruzione, ritenuto che la semplice attesa del Rapporto preliminare di polizia giudiziaria non basta a giustificare una proroga e tantomeno una proroga di 5 mesi.\nQuesto giudice ritiene qui la necessità per il PP di procedere alla raccolta di verbali di interrogatorio finali (vista l'assenza di specifica si ritiene che gli stessi debbano riferirsi all'accusato, non più interrogato da oltre 2 mesi), reputa necessario per il PP procedere al deposito degli atti, e - prima - ritiene necessario (vista l'assenza di indicazioni ed argomentazioni da parte del magistrato) verbale a confronto con __________ (nell'istanza viene indicata una divergenza circa i quantitativi ammessi dai due accusati).\nPer procedere a queste incombenze, riservata la possibilità per la difesa di postulare l'acquisizione di complementi istruttori, appare utile non più di un mese e mezzo. Per tale motivo, nell'ottica del rispetto del principio di proporzionalità, la detenzione cui è astretto l'accusato va prorogata di quaranta giorni, ossia sino e compreso il prossimo 20 marzo 2000. Invito è rivolto qui al PP a volere condurre con la massima celerità possibile le indagini ancora occorrenti ed a volere emanare la decisione di sua competenza nei tempi il più\n"}