L'accusato si oppone alla proroga, asserendo che l'istruttoria è ormai conclusa: i nuovi fatti emersi nel frattempo sono "assolutamente secondari", essendo comunque stata fatta ammissione di "un traffico più sostanzioso" di quello indicato dalla Procuratrice pubblica, mentre d'altro canto non è dimostrata l'esistenza di "altri correi oggettivamente arrestabili e coinvolti", per cui non è giustificato avanzare pericolo di collusione. Il pericolo di fuga del pari non può essere sostenuto, atteso che il permesso di residenza ha durata indeterminata e moglie e tre figli continuano a risiedere nel Ticino.