La conseguenza sarebbe stata, tuttavia, non solo un ulteriore indebolimento della misura penale, ma anche un’ingiustificata estensione delle competenze del giudice penale, che avrebbe appunto dovuto improvvisarsi civilista (con l’insito pericolo di giudizi contraddittori in sede penale e civile). Inoltre, e di converso, tale approccio avrebbe ulteriormente allargato la cerchia di terzi potenzialmente interessati a partecipare alla realizzazione di beni sequestrati, con il rischio – fra gli altri – di estendere per vie traverse e praeter legem il sequestro civile e di privilegiare quel creditore che, in modo del tutto casuale, si trovasse a detenere attivi di pertinenza di un debitore sotto