con l'aggiunta che l'approssimarsi di un giudizio da parte di una Corte criminale e quindi con eventualità di severa pena detentiva da espiare di per sé accresce il pericolo di fuga, a questo proposito vale quanto esposto nella decisione 22 novembre 1999 di proroga del carcere preventivo (inc. GIAR 368.99.2): "Come noto alle parti affinché sia ammesso un rischio di fuga, occorre considerare il carattere dell'accusato, il suo domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94).