"organizzative"?) del perito, tanto che "l'attendibilità della perizia traballa". In conclusione l'impugnata decisione viola il principio della proporzionalità (per il lungo tempo di una settimana per la consegna del lavoro), è manifestamente arbitraria ("non solo per il risultato a cui giunge, ma già solo per le motivazioni che ne stanno alla base") e non rispetta il diritto dei pazienti alla riservatezza delle informazioni, la protezione della sfera privata, il diritto di essere sentito e quello a un equo processo. Il Procuratore pubblico postula la reiezione del gravame, sostanzialmente per le ragioni da lui già fatte presenti all'accusato.