I periti hanno quindi accertato che “il particolare regime di é motivo di ansia unitamente e, forse, in maniera preponderante, con le vicende giudiziarie che hanno portato allo stesso”. Par quindi di capire, come alle delucidazioni successive dei periti, che sia la situazione detentiva che quella riferita all’esistenza del procedimento in corso tendono ad accrescere lo stato d’ansia dell’accusato. I periti suggeriscono quindi di ridurre l’ansia, almeno in parte, con “una maggiore facilità di contatto con i famigliari”.