Solo nel corso degli accertamenti iniziali al magistrato d’accusa é stato possibile evidenziare altro “filone di indagine” riferito all’inserimento di pazienti, a ciò non adatti per le patologie presentate, in sperimentazioni svolte su incarico di case farmaceutiche il tutto mediante l’allestimento di cartelle mediche fittizie e ciò al fine di ottenere dalle case farmaceutiche di cui si tratta il versamento di importanti commissioni rispettivamente al fine di non interrompere detto rapporto con le case farmaceutiche. I fatti rimproverati all’accusato da parte del PP sono di inusuale estensione sia temporale che numerica per i casi, e sono di particolare gravità.