La difesa ritiene che la sentenza dei giudici milanesi avrebbe infatti potuto essere cassata nel caso fosse stato possibile all'accusato impugnarla. L'assenza di possibilità di impugnativa sarebbe in contrasto con principi del diritto svizzero e la condanna non dovrebbe essere ritenuta per fondare una recidiva. Il Procuratore pubblico si oppone alla concessione della libertà all'accusato richiamando la decisione 29 dicembre 1999 del Giar, indicando la scadenza del deposito degli atti per il prossimo 14 febbraio 2000 e quindi l'imminente emanazione dell'atto d'accusa in uno con l'esistenza e la concretezza di un pericolo di recidiva.