Posto che per il ricorrente le due norme si escludono a vicenda, una simile indicazione non permette di determinare quali atti appropriativi sono sottoposti all’art. 140 vCP e quali all’art. 138 CP. Ciò anche in violazione del divieto di retroattività delle norme penali e in dispregio della “lex mitior”. Queste carenze sarebbero tali che l’atto d’accusa non adempie ai requisiti minimi imposti dal CPP, dalla Costituzione federale e dalla CEDU. c. Nelle proprie osservazioni il procuratore pubblico prende atto che la contestazione si riferisce unicamente alla prima imputazione. Le contestazioni sollevate nel gravame sarebbero defatigatorie: