{"Signatur": "TI_CRP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2004-10-07", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-286_2004-10-07.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=43116&nX40_KEY=4923700&nTrefferzeile=4&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "ee643990bb2da403806eeb2301bb5858"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["60.2004.286"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 07.10.2004 60.2004.286"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 07.10.2004 60.2004.286"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali 07.10.2004 60.2004.286"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "ricorso contro l'atto di accusa. appropriazione indebita (art. 138 CP e art. 140 vCP)."}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 21:56:51", "Checksum": "a8f3a8a35ef15ccfb496a2505c2c4a31", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Camera dei ricorsi penali 07.10.2004 60.2004.286\nRegesto:\nricorso contro l'atto di accusa. appropriazione indebita (art. 138 CP e art. 140 vCP).\n\n|\n|\n|\n|\n|\n||\n|\nIncarto n.\n|\nLugano\n|\nIn nome |\n|\n||\n|\nLa Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello |\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\ncomposta dai giudici: |\nMauro Mini, presidente, |\n|\nsegretaria: |\nDaniela Rüegg, vicecancelliera |\nsedente per statuire sul ricorso 10/11.8.2004 presentato da\n|\n|\nRI 1 ,\n|\n|\n|\n|\ncontro |\n|\n|\n|\nl'atto d'accusa 30.7.2004 (ACC __________) emanato dal procuratore pubblico Giovan Maria Tattarletti per titolo di appropriazione indebita ripetuta e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione; |\nrichiamate le osservazioni 13.8.2004 del procuratore pubblico e 1/4.10.2004 di __________ __________ (patr. da: avv. __________ __________, __________), entrambe concludenti per la reiezione del gravame;\nletti ed esaminati gli atti;\nconsiderato\nin fatto ed in diritto\na. Con atto di accusa 30.7.2004 (ACC __________) il procuratore pubblico ha posto in stato di accusa davanti alla Corte delle assise correzionali di Bellinzona __________ RI 1, siccome accusato di appropriazione indebita ripetuta e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione.\nb. Con tempestivo ricorso __________ RI 1 chiede di dichiarare nullo l'atto di accusa e di ritornarlo al procuratore pubblico.\nIl ricorrente sostiene che l'atto di accusa impugnato non permette di dedurre quali imputazioni gli vengono mosse con riferimento ai singoli atti penalmente rilevanti. L’atto d’accusa parla genericamente di impegno indebito di valori patrimoniali, in un lungo periodo di tempo (tra il 1990 ed il 1997) senza precisare i singoli atti appropriativi.\nIl ricorrente censura inoltre l’atto d’accusa in quanto indica, quali norme penali applicabili, sia l’art. 140 cfr.1 vCP, sia l’art. 138 CP. Posto che per il ricorrente le due norme si escludono a vicenda, una simile indicazione non permette di determinare quali atti appropriativi sono sottoposti all’art. 140 vCP e quali all’art. 138 CP. Ciò anche in violazione del divieto di retroattività delle norme penali e in dispregio della “lex mitior”.\nQueste carenze sarebbero tali che l’atto d’accusa non adempie ai requisiti minimi imposti dal CPP, dalla Costituzione federale e dalla CEDU.\nc. Nelle proprie osservazioni il procuratore pubblico prende atto che la contestazione si riferisce unicamente alla prima imputazione. Le contestazioni sollevate nel gravame sarebbero defatigatorie: l’atto d’accusa adempie a tutti i requisiti posti dall’art. 200 CPP. L’indica-zione delle due norme (art. 140 vCP e art. 138 CP) si giustifica in quanto i fatti oggetto dell’atto d’accusa si sono svolti a cavallo della revisione del CP. Per la modalità con cui sono indicati gli atti appropriativi, il procuratore pubblico specifica che si è dovuto procedere “per differenza” determinando un importo globale impiegato illecitamente, siccome sul conto oggetto delle malversazioni ci sono stati tantissimi movimenti, molti per contanti, ciò che non impedisce certo all’accusato di difendersi compiutamente nel merito.\nd. La parte civile, dal canto suo, ritiene che il presente gravame sia finalizzato a far prescrivere i reati esposti nell’atto di accusa. In relazione al reato di appropriazione indebita afferma che non occorre specificare se sia applicabile il diritto previgente oppure quello attualmente in vigore, ritenuta l’identità degli elementi costitutivi del reato. A suo giudizio, l’indicazione nell’atto di accusa della somma sottratta indebitamente e della ripetuta appropriazione indebita sarebbe adeguata. Delle altre motivazioni si dirà, laddove necessario, in seguito.\nin diritto\n1. 1.1.\nL'art. 201 cpv. 1 CPP riserva all'accusato e alla parte civile la facoltà di impugnare dinanzi a questa Camera, nel termine di dieci giorni dalla sua intimazione, l'atto di accusa per opporre la sua nullità per vizio di forma (lit. a) oppure l'incompetenza delle assise indicatevi (lit. b) oppure ancora le eccezioni che sospendono o escludono la persecuzione del reato (lit. c).\n"}