Ciò posto e ricordato che determinante non è tanto l'impiego temporale effettivo del caso concreto, quanto semmai quello medio che un avvocato diligente avrebbe profuso, secondo la normale esperienza, nell'esecuzione di un mandato di complessità analoga (cfr. REP. 1998 n. 126 nota 4), il dispendio orario esposto appare invece oggettivamente eccessivo – segnatamente con riferimento ai colloqui con il cliente ed alla preparazione del dibattimento – considerato che la pratica, per un avvocato con le dovute conoscenze in ambito penale, ha in definitiva richiesto un impegno relativamente ridotto e non ha comportato difficoltà particolari.