Gli atti prodotti in busta chiusa sono quindi trasmessi al procuratore pubblico competente perché proceda alla perquisizione dei medesimi. Dopo averli adeguatamente esaminati, nell’ottica della verifica preliminare della sussistenza o meno dell’ipotesi di reato ventilata con i due esposti, deciderà quali documenti siano utili all’inchiesta e debbano esser conseguentemente rimanere sequestrati, e quali non siano di nessuna utilità. Per quanto ricordato al punto 3 della presente decisione, si giustifica una limitazione dei diritti della parte denunciante/civile di accedere agli atti, per evitare la sovrapposizione indebita tra procedura civile e quella penale.