{"Signatur": "TI_CRP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2004-09-03", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-213_2004-09-03.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=43109&nX40_KEY=4923905&nTrefferzeile=98&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "fa32c834abbb339281e4df205009b373"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["60.2004.213"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 03.09.2004 60.2004.213"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 03.09.2004 60.2004.213"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali 03.09.2004 60.2004.213"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "istanza di promozione dell'accusa. completazione delle informazioni preliminari. truffa. riciclaggio di denaro. amministrazione infedele (reato che non è stato trattato dal Ministero pubblico)."}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 21:57:57", "Checksum": "8ffa60ea51fe650cc935543b1cd5a234", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Camera dei ricorsi penali 03.09.2004 60.2004.213\nRegesto:\nistanza di promozione dell'accusa. completazione delle informazioni preliminari. truffa. riciclaggio di denaro. amministrazione infedele (reato che non è stato trattato dal Ministero pubblico).\n\n\n17. Giusta l'art. 305bis cfr. 1 e 2 CP è punito per riciclaggio di denaro chiunque compie un atto suscettibile di vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine. Vi è un caso grave, punito con la reclusione fino a cinque anni o con la detenzione, cumulate con la multa fino a un milione di franchi, se l'autore agisce come membro di un'organizzazione criminale (lit. a), o di una banda costituitasi per esercitare sistematicamente il riciclaggio (lit. b) o realizza una grossa cifra d'affari o un guadagno considerevole facendo mestiere del riciclaggio (lit. c).\nL'autore è punibile anche se l'atto principale è stato commesso all'estero, purché costituisca reato anche nel luogo in cui è stato compiuto (art. 305bis cfr. 3 CP).\nSi tratta di un reato di messa in pericolo astratta dell'amministrazione della giustizia (DTF 127 IV 20 e rif.; B. CORBOZ, Les principales infractions, volume II, Berna 1999, n. 3 ad art. 305bis CP).\nIl reato presuppone l'esistenza di valori patrimoniali provenienti da un crimine ai sensi dell'art. 9 CP (S. TRECHSEL, op. cit., n. 8 ad art. 305bis CP; B. CORBOZ, op. cit., n. 8 ad art. 305bis CP). Non è necessario sapere chi ha commesso il crimine o conoscerne le circostanze nel dettaglio. E' sufficiente che l'autore sappia che i valori patrimoniali provengono da un reato severamente punito (DTF 120 IV 323; B. CORBOZ, op. cit., n. 42 ad art. 305bis CP).\nL'art. 305bis CP non indica le modalità esecutive del reato; il riciclaggio può essere commesso attraverso qualsiasi atto adatto a causare uno degli effetti previsti dalla legge. La violazione consiste quindi nel fatto di adottare volontariamente un comportamento tale da impedire la determinazione del legame tra il crimine e i valori patrimoniali che ne sono derivati (DTF 122 IV 211; S. TRECHSEL, op. cit., n. 17 ad art. 305bis CP). A questo proposito, è sufficiente che l'atto sia suscettibile di vanificare l'accertamento dell'origine dei valori patrimoniali e non che l'atto l'abbia effettivamente vanificato (DTF 124 IV 274).\nIn particolare, ogni trasferimento di soldi all'estero rappresenta un atto di riciclaggio di denaro poiché così facendo la confisca è resa più difficoltosa (S. TRECHSEL, op. cit., n. 18 ad art. 305bis CP).\nSi tratta di un reato intenzionale; il dolo eventuale è sufficiente\n(S. TRECHSEL, op. cit., n. 20 ad art. 305bis CP; G. STRATENWERTH, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil II,\n5. ed., Berna 2000, § 55 n. 32; B. CORBOZ; op. cit., n. 38\nad art. 305bis CP).\n18. Nel presente caso, sia nel testo della denuncia del 22.3.2004 (punto 31 pag. 14), sia nel testo dell’istanza di promozione dell’accusa (punto 29 pag. 26), sia nel testo dell’istanza di riapertura del procedimento (punto 6 pag. 5), si dà per scontato che, date le prove (e non solo gli indizi) dell’esistenza della truffa, viene comprovata l’esistenza di un reato pregresso, crimine ai sensi dell’art. 9 CP. “Poiché l’entità molto elevata del provento del reato ha sicuramente richiesto atti di occultamento da parte dei due denunciati e/o di terze persone da loro istruite a questo scopo” (denuncia punto 31 pag. 14), ritenuto che l’autore di un reato patrimoniale può essere giudicato anche quale autore del reato di riciclaggio avente per oggetto il provento del reato principale (istanza punto 29 pag. 26), sarebbero dati gli estremi per promuovere l’accusa di riciclaggio. Per il resto, l’ipotesi di riciclaggio non è altrimenti sostanziata.\nIn particolare, nell’istanza in nessun modo si sostanzia quali sarebbero i seri indizi o i concreti elementi per questo reato. L’istanza su questo punto è irricevibile, in quanto non ottempera alle condizioni poste dall’art. 186 CPP e dalla giurisprudenza di questa Camera.\nQuesto vale a maggior ragione se si considera che, come visto precedentemente, non sono dati gli elementi per il reato “a monte” di truffa.\n19. Il reato di cui all'art. 158 CP - secondo cui è punito per amministrazione infedele chiunque, obbligato per legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o permette che ciò avvenga - presuppone, tra l'altro, che l'autore agisca intenzionalmente o con dolo eventuale (cfr. DTF 129 IV 124; BSK StGB II - M. A. NIGGLI, op. cit., n. 115 e 116 ad art. 158 CP; G. STRATENWERTH / G. JENNY, Schweizerisches Strafrecht, BT I, 6. ed., Berna 2003, § 19 n. 18; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, op. cit., p. 257; B. CORBOZ, op. cit., n. 13 ad art. 158 CP; S. TRECHSEL, op. cit., n. 14 ad art. 158 CP).\nL’art. 158 CP punisce l’uso infedele di un potere di amministrazione o di sorveglianza: si parla di “Treubruch” da parte di chi ricopre una “Garantenstellung”, ovvero una funzione di gerente. Punita è la violazione intenzionale dei doveri di amministrare e di sorvegliare derivati dalla legge, da un mandato ufficiale o da un negozio giuridico (M. MINI, La legge sull’esercizio delle professioni di fiduciario, 2002, p. 225 e 226 e rif.).\n20. L’ipotesi di reato dell’amministrazione infedele è menzionata in due righe della denuncia (punto 31 pag. 14) ed è sollevata a titolo subordinato ed eventuale.\nL’incarto presso il Ministero pubblico (inc. 2004/2093) è stato aperto unicamente per truffa (art. 146 cpv. 1 CP) e per riciclaggio di denaro (art. 305 bis cfr. 1 CP), e non per amministrazione infedele. Conseguentemente, la decisione di non luogo a procedere non fa alcuna menzione di questa imputazione."}