{"Signatur": "TI_CRP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2004-12-15", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-197_2004-12-15.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=47866&nX40_KEY=4922996&nTrefferzeile=38&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "d155d56e26fbd8b2093a2d315ee6a6d0"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["60.2004.197"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 15.12.2004 60.2004.197"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 15.12.2004 60.2004.197"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali 15.12.2004 60.2004.197"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "ricorso in materia di sequestro (ricorso accolto)."}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 03:42:59", "Checksum": "bc759189c72110e5e441fdd2bfb011d4", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Camera dei ricorsi penali 15.12.2004 60.2004.197\nRegesto:\nricorso in materia di sequestro (ricorso accolto).\n\n\nd. Contro la decisione del giudice dell’istruzione e dell’arresto la ricorrente si è aggravata presso questa Camera. Nel proprio gravame, la ricorrente opera una minuziosa ricostruzione dei fatti, che a suo dire prova, oltre ogni possibile ragionevole dubbio, che l’incasso dell’assegno nel gennaio 1997 corrisponde al riequilibrio delle anticipazioni del 1996 operate sempre dall’accusato sui suoi conti. La ricorrente sottolinea come l’incasso dell’assegno in gennaio del 1997 sia avvenuto sul conto nel __________ e non sul conto sequestrato. La ricorrente spiega la differenza degli importi in franchi svizzeri con il diverso cambio tra il momento dell’addebito sul suo conto e quello della contabilizzazione, sottolineando comunque che tutta l’operazione è avvenuta su di un conto dollari e che il rimborso, pure operato in dollari, corrisponde al centesimo nella valuta americana, compresa la maggiorazione delle spese derivanti dalla mancata copertura del primo assegno di “riequilibrio”. Per questo la ricorrente conclude chiedendo di annullare la decisione dell’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto e di confermare quella precedentemente presa dal procuratore pubblico.\ne. Le fondazioni denuncianti, nelle proprie osservazioni, contestano la ricostruzione dei fatti operata nel ricorso, che qualificano di “usum delphini”, in particolare con riferimento alle differenze degli importi in franchi svizzeri. Dalla posizione di organo della ricorrente che l’accusato rivestiva all’epoca dei fatti le osservanti escludono che si possa parlare di buona fede in relazione all’incasso dell’assegno nel gennaio 1997. Il procuratore pubblico e l’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto si sono rimessi al giudizio di questa Camera.\nin diritto\n1. L'art. 161 CPP impone al procuratore pubblico di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono avere qualche importanza per l'istruzione del processo, sia come mezzi di prova, sia perché soggetti a confisca o a devoluzione allo Stato.\nIl sequestro, per la sua qualità di provvedimento eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti per il dispiegamento della procedura e quindi per le necessità dell'istruzione formale, per le decisioni del magistrato requirente e per quelle del giudice del merito nella duplice prospettiva - alternativa o cumulativa - della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio) e della decisione di confisca, restituzione o devoluzione, come agli art. 58 ss. CP e 165, 270-271 CPP (sequestro confiscatorio).\nCome in tutti gli istituti procedurali, che intaccano eccezionalmente i diritti individuali per prevalenza di interesse pubblico, il sequestro è legittimo unicamente in presenza concorrente di sufficienti indizi di reato e di connessione tra questo e l'oggetto che così occorre salvaguardare per gli incombenti processuali di istruttoria e di giudizio, tenuto conto altresì del principio di proporzionalità (REP. 1999, n. 131, 1998, n. 117 e 1996, n. 107).\nIl venir meno di questi presupposti toglie legittimità al sequestro, che deve essere revocato.\n2. Il giudice ordina la confisca dei valori patrimoniali che costituiscono il prodotto di un reato o erano destinati a determinare o a ricompensare l'autore di un reato, a meno che debbano essere restituiti alla persona lesa allo scopo di ristabilirne i diritti (art. 59 cifra 1 cpv. 1 CP).\nSono considerati valori patrimoniali a' sensi dell'art. 59 cifra 1 CP tutti i vantaggi economici illeciti con un proprio determinabile valore economico; pertanto non solo le cose materiali, come i biglietti di banca, le pietre preziose ed i beni immobili, ma anche i diritti reali limitati, i crediti, le cartevalori ed i diritti immateriali (decisione TF 1P.239/2002 del 9.8.2002; N. SCHMID, Einziehung, Organisiertes Verbrechen,\nGeldwäscherei, Kommentar, Band I, Zurigo 1998, n. 17 ad art. 59 CP).\nI valori patrimoniali sequestrati giusta l'art. 59 cifra 1 CP devono pervenire dal reato dei quali sono il risultato; deve dunque sussistere, tra il reato e l'ottenimento di questi valori, un nesso di causalità (decisione TF 1P.239/2002 del 9.8.2002; N. SCHMID, op. cit., n. 30 ss. ad art. 59 CP). Anche i valori sostitutivi, propri ed impropri, sottostanno alla confisca giusta l'art. 59 cifra 1 CP: beni sostitutivi impropri (\"unechte Surrogate\") possono essere sequestrati solo in presenza di una traccia cartacea (\"paper trail\") riconducibile all'originario provento di reato; beni sostitutivi propri (\"echte Surrogate\") possono invece essere sequestrati solo se è dimostrato che essi hanno sostituito il bene originale. In entrambi i casi, il valore patrimoniale da confiscare deve essere facilmente identificabile nel patrimonio dell'autore, rispettivamente del terzo beneficiario (DTF 126 I 97).\n3. La confisca non può essere ordinata se un terzo ha acquisito i valori patrimoniali ignorando i fatti che l'avrebbero giustificata, nella misura in cui abbia fornito una controprestazione adeguata o se la confisca costituisce nei suoi confronti una misura eccessivamente severa (art. 59 cifra 1 cpv. 2 CP).\nIl diritto di proprietà o un altro diritto reale acquisiti da un terzo contemporaneamente o dopo la commissione del reato saranno quindi rispettati soltanto alle condizioni cumulative previste da questa disposizione (S. TRECHSEL, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2. ed., Zurigo 1997, n. 16 e 17 ad art. 59 CP)."}