osservazioni 31.3/1.4.2003, p. 1, 2 e 3). Dagli atti, e del resto nemmeno dal contenuto della querela 7/8.6.2001, contrariamente a quanto asseriscono gli istanti, non emerge che il denunciato/querelato avrebbe dapprima “(…) recisamente contestato i fatti e poi li ha addirittura ammessi” (istanza di promozione dell’accusa 7/10.3.2003, p. 7). L’art. 303 CP non appare pertanto applicabile alla presente fattispecie ed il decreto impugnato merita tutela pure in relazione a quest’ipotesi di reato. 4. Giusta l’art. 320 cfr.