L’istante, dopo aver esposto i fatti, evidenzia in particolare che “(…) le motivazioni del MP si rifanno ad un tratto di frase (…) che nemmeno è o è stato oggetto della (…) querela penale”, ritenendo che il magistrato inquirente non si sarebbe “(…) pronunciato sull’oggetto della querela (…) e di conseguenza il riesame della fattispecie, rispettivamente la richiesta di promuovere l’accusa, è più che mai giustificata” (istanza di promozione dell’accusa 27/28.2.2003, p. 3). Sostiene inoltre che “la frase oggetto della querela (…) è stata espressa come un dato di fatto ben preciso, espresso in modo imprescindibile e cristallino, che non lascia alcun margine di interpretazione;