Sostengono pure che la querelata “(…) non solo ha scientemente proferito affermazioni lesive dell’onore del defunto, ma le ha inventate di tutto punto e le ha proferito sapendo di dire il falso” (istanza di promozione dell’accusa 8/10.9.2003, p. 5). Espongono infine che “nella denegata ipotesi in cui questa Corte ritenga prematura la promozione dell’accusa, i qui istanti chiedono che al Procuratore pubblico venga ordinata la completazione delle informazioni preliminari (…) mediante l’acquisizione” di alcune prove (istanza di promozione dell’accusa 8/10.9.2003, p. 6). Delle altre motivazioni così come delle osservazioni del magistrato inquirente si dirà, laddove necessario, in seguito.