{"Signatur": "TI_CRP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2005-05-17", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2003-287_2005-05-17.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=61078&nX40_KEY=4922051&nTrefferzeile=12&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "5f71191b6849221a8e10d4a9fd27a36b"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["60.2003.287"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 17.05.2005 60.2003.287"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 17.05.2005 60.2003.287"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali 17.05.2005 60.2003.287"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "istanza di indennità per ingiusto procedimento. spese legali. danni materiali. torto morale."}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 03:47:51", "Checksum": "bc82432145dfb9b220eb08f328cb0eca", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Camera dei ricorsi penali 17.05.2005 60.2003.287\nRegesto:\nistanza di indennità per ingiusto procedimento. spese legali. danni materiali. torto morale.\n\n2.2.\nL’istante postula la rifusione della nota professionale del suo patrocinatore, avv. __________, di complessivi CHF 6'814.10 [di cui CHF 5'940.90 a titolo di onorario (25 ore e 50 minuti circa a CHF 230.--/ora), CHF 376.10 di spese, CHF 480.10 di IVA e CHF 17.-- di esborsi esenti IVA, doc. 15] oltre interessi al 5% dal 4.9.2003.\nIl patrocinio si è in sostanza limitato alla preparazione del dibattimento ed al dibattimento davanti al Pretore del distretto di __________. La nota d’onorario finale del 5.9.2003 comprende sostanzialmente i colloqui con l’istante, diversi esami dell’incarto e della documentazione, la corrispondenza epistolare e telefonica, la redazione di un’istanza di riesame, la preparazione dell’arringa e del dibattimento nonché la stesura della presente istanza di indennità (doc. 15).\nLa tariffa applicata, pari a CHF 230.--/ora, appare conforme ai predetti principi, rientrando nei parametri indicati.\nCiò posto e ricordato che determinante non è tanto l'impiego temporale effettivo del caso concreto, quanto semmai quello medio che un avvocato diligente avrebbe profuso, secondo la normale esperienza, nell'esecuzione di un mandato di complessità analoga (cfr. REP. 1998 n. 126 nota 4), il dispendio orario esposto appare invece oggettivamente eccessivo - segnatamente con riferimento ai diversi esami dell’incarto ed alla stesura della presente istanza - considerato che la pratica, per un avvocato con le dovute conoscenze in ambito penale, ha richiesto un impegno relativamente ridotto e non ha comportato difficoltà particolari, circostanza questa che difatti l’istante non sostiene. Da rilevare inoltre che l’istanza di riesame del 23.8.2002, alla luce della risposta 26.8.2002 del Pretore del distretto di __________, non può essere considerata necessaria ed utile per il procedimento e conseguentemente non va presa in considerazione.\nPer il che, si giustifica riconoscere un onorario pari a 17 ore e 40 minuti, di cui 300 minuti inerenti i colloqui con il cliente, 160 minuti inerenti l’esame dell’incarto e della documentazione, 40 minuti inerenti gli scritti (in media 10 minuti/scritto), 20 minuti inerenti le telefonate (in media 5 minuti/telefonata), 180 minuti inerenti la preparazione dell’arringa, 90 minuti inerenti la trasferta al dibattimento, 90 minuti inerenti il dibattimento e 180 minuti inerenti l’allestimento della presente istanza.\nSennonché le suddette prestazioni vanno rimborsate solo parzialmente - e meglio nella misura di due terzi - in quanto inerenti pure le accuse di violazione di domicilio con oggetto l’occupazione dell’ex ristorante __________ per cui l’istante è stato condannato con decisione 9.9.2002 del Pretore del distretto di __________. Ne discende pertanto che l’onorario da risarcire (pari a 11 ore e 50 minuti circa a CHF 230.--/ora) ammonta a CHF 2'722.--.\nA detta somma vanno aggiunte le spese, riconosciute in CHF 340.50, ridotte a CHF 2.-- quelle inerenti le telefonate, stralciate quelle inerenti l’istanza di riesame del 23.8.2002. All’istante va infine rimborsata l’IVA, pari a CHF 232.75, e gli esborsi esenti da IVA, pari a CHF 17.--.\nIn conclusione, a titolo di spese legali, a IS 1 va rifusa la somma complessiva di CHF 3'312.25. Agli interessi moratori sono applicabili le disposizioni generali del CO e pertanto essi vanno riconosciuti al tasso del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dalla prima interpellazione agli atti (art. 102 CO), ossia, nel caso concreto, dall’introduzione in data 5.9.2003 della presente istanza.\n3. Risarcimento dei danni materiali\n3.1.\nSecondo la giurisprudenza sviluppata da questa Camera nell'interpretazione delle norme precedentemente in vigore, in merito al concetto dei danni pecuniari da risarcire, era stato inizialmente affermato che “tali sono e non possono essere altri che quelli della perdita di guadagno e di occupazione” (cfr. REP. 1925 p. 312), per poi successivamente confermare l'estensione interpretativa del danno pecuniario al “danno patrimoniale, materiale” e cioè del lucrum cessans e del damnum emergens in nesso di causa ed effetto (cfr. REP. 1985 p. 406 e 1988 p. 422), che l'istante deve fondare su fatti precisi e documentati (cfr. DTF 113 IV 93 e 107 IV 155). Questa interpretazione si applica evidentemente anche alle nuove norme in vigore dal 1.1.1996. La perdita di guadagno non concerne quindi unicamente il mancato guadagno durante il periodo della detenzione o quello derivante dalla rottura del contratto di lavoro a seguito dell'arresto, bensì anche tutti gli altri danni posteriori alla detenzione, a condizione che venga stabilito un nesso di causalità adeguata tra la detenzione o il procedimento penale ed il danno invocato. L'accusato deve quindi dimostrare che il danno subito é la conseguenza diretta dell'accusa o della detenzione (cfr. R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 1 ss.; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale bernoise et jurassienne, Neuchâtel, 1984, no. 742 ss.).\nPer la valutazione e l'estensione del danno sono applicabili, quale diritto suppletivo, gli art. 42 ss. CO (cfr. R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7; N. OBERHOLZER, op. cit., p. 593; R. WALLIMAN BAUR, Diss. ZH 1998, Entschädigung und Genugtuung durch den Staat an unschuldig Verfolgte im ordentlichen zürcherischen Untersuchungsverfahren, n. 2, p. 89).\n"}