{"Signatur": "TI_CRP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2005-06-06", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2003-239_2005-06-06.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=61196&nX40_KEY=4922001&nTrefferzeile=81&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "eb3e5ba2c97623435863d393130e783f"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["60.2003.239"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 06.06.2005 60.2003.239"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 06.06.2005 60.2003.239"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali 06.06.2005 60.2003.239"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "istanza di promozione dell'accusa. completazione delle informazioni preliminari. lesioni colpose. legge federale sulla circolazione stradale."}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 21:47:54", "Checksum": "cab0f1869c21863cf7833f3f429c7832", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Camera dei ricorsi penali 06.06.2005 60.2003.239\nRegesto:\nistanza di promozione dell'accusa. completazione delle informazioni preliminari. lesioni colpose. legge federale sulla circolazione stradale.\n\n|\n|\n|\n|\n|\n||\n|\nIncarto n.\n|\nLugano\n|\nIn nome |\n|\n||\n|\nLa Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello |\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\ncomposta dai giudici: |\nMauro Mini, presidente, |\n|\nsegretaria: |\nAlessandra Mondada, vicecancelliera |\nsedente per statuire sull’istanza di promozione dell’accusa 18/21.7.2003 presentata da\n|\n|\nIS 1, , |\n|\n|\n|\ncontro |\n|\n|\n|\nil decreto di non luogo a procedere 8.7.2003 emanato dall’allora procuratore pubblico Claudia Solcà nell’ambito del procedimento penale promosso nei confronti di PI 1, __________ (patr. da: avv. PA 1, __________), per titolo di infrazione alle norme della circolazione; |\nrichiamate le osservazioni 31.7.2003 del magistrato inquirente e 22/25.8.2003 di PI 1, entrambe concludenti per la reiezione del gravame;\nrichiamato l’ulteriore scritto 17/20.9.2004 di IS 1, intimato per osservazioni alle parti, che si sono confermate nei precedenti allegati;\nrilevato che con scritto 24/25.11.2004 l’avv. PR 1 ha comunicato di aver assunto il patrocinio di IS 1, già rappresentata dall’avv. __________ __________, __________;\nletti ed esaminati gli atti;\nconsiderato\nin fatto\na. Il __________, alle ore __________, è avvenuto a __________ – in via __________ davanti al numero civico __________, in direzione di __________ – un incidente della circolazione che ha visto coinvolti PI 1, alla guida dell’autofurgone __________ targato __________ di proprietà della madre, ed il pedone IS 1, investito dal veicolo – che stava affrontando una curva piegante a destra su un tratto di strada pianeggiante – mentre attraversava la strada da destra verso sinistra; in seguito all’evento, IS 1 ha riportato la frattura del femore, la contusione della spalla sinistra e diverse escoriazioni agli arti inferiori.\nb. Con decisione 8.7.2003 il procuratore pubblico ha decretato il non luogo a procedere in ordine al suddetto procedimento, ritenuto che – con riferimento al titolo di infrazione alle norme della circolazione a’ sensi dell’art. 90 cifra 1 LCStr – “(…) gli accertamenti effettuati non hanno permesso di stabilire con assoluta certezza i particolari della dinamica dell’incidente della circolazione (…)”, per cui “(…) non risultano motivi sufficienti per promuovere un procedimento penale nei confronti del conducente del veicolo (…), il quale, sorpreso dall’improvvisa presenza sul campo stradale di IS 1, oltre a frenare nulla poteva più mettere in atto per evitare la collisione che avveniva tra la parte anteriore del suo veicolo e il pedone investito” (decreto di non luogo a procedere 8.7.2003, p. 3 s.).\nc. Con tempestiva istanza IS 1 chiede, in via principale, di promuovere l’accusa nei confronti di PI 1 per titolo di lesioni colpose gravi, sub. semplici e, in via subordinata, di ordinare la completazione delle informazioni preliminari, affermando al proposito – esposti i fatti emersi nel corso delle informazioni preliminari – che l’indagato avrebbe violato gli art. 26, 31 e 32 LCStr e gli art. 3 e 4 ONC: egli – anche nella contestata ipotesi in cui avesse proceduto a 50 km/h, come dichiarato – non avrebbe infatti adeguato la velocità alle condizioni della strada, non avrebbe padroneggiato il veicolo ed inoltre avrebbe trasgredito il principio generale di prudenza. Il nesso di causalità naturale ed adeguato tra il comportamento dell’indagato e le lesioni sarebbe palese, per cui – posto come non sussisterebbero circostanze tali da interrompere detto nesso – sarebbero adempiuti i presupposti del reato ipotizzato. La ricostruzione in loco della dinamica dell’incidente [per stabilire “(…) l’esatta posizione di IS 1 al momento dell’impatto con l’autofurgone guidato da PI 1, la posizione di quest’ultimo allorquando IS 1 ha scorto l’autofurgone, nonché lo spazio visibile di PI 1” (istanza di promozione dell’accusa 18/21.7.2003, p. 10)], la ricostruzione peritale [“(…) una perizia sulla velocità del veicolo di PI 1 poco prima della collisione, nonché sulla velocità con la quale il medesimo avrebbe dovuto circolare tenendo conto delle condizioni meteorologiche, del genere e della conformazione della strada” (istanza di promozione dell’accusa 18/21.7.2003, p. 10)], alcuni interrogatori (tra i quali quello dell’indagato) e l’assunzione agli atti della sua cartella clinica e di ogni altro documento inerente le sue condizioni fisiche e psichiche permetterebbero infine un esaustivo accertamento dei fatti.\nd. Delle osservazioni del procuratore pubblico e di PI 1, così come degli ulteriori scritti, si dirà – se necessario – in diritto.\nin diritto\n1. 1.1.\nIn presenza di un non luogo a procedere, l'art. 186 cpv. 1 CPP concede alla parte lesa, che si costituisce parte civile, la facoltà di presentare alla Camera dei ricorsi penali, entro dieci giorni, un'istanza motivata di promozione dell'accusa nei confronti del denunciato o querelato.\nIl primo presupposto per l'accoglimento di un'istanza di promozione dell'accusa, risultante da consolidata giurisprudenza (REP. 1994 n. 115, 1989 p. 598 e 1987 p. 262), è l'esistenza di seri indizi di colpevolezza emergenti dagli atti. Per principio, infatti, l'azione penale è essenzialmente pubblica e, come tale, esercitata dal procuratore pubblico (art. 2 CPP) per cui la sua promozione, attraverso il preventivo esame dell'accusa contro una determinata persona (art. 189 CPP), non può essere lasciata all'arbitrio o al sentimento soggettivo della parte lesa, ma deve fondarsi su oggettivi e concreti elementi indizianti.\nIn questo senso non è sufficiente una diversa interpretazione delle risultanze da parte dell'istante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto grado circa altra conclusione che merita approfondimento istruttorio."}