{"Signatur": "TI_CRP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2004-10-08", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2003-220_2004-10-08.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=43015&nX40_KEY=4923548&nTrefferzeile=90&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "43685df741428a148af8305267863110"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["60.2003.220"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 08.10.2004 60.2003.220"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 08.10.2004 60.2003.220"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali 08.10.2004 60.2003.220"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "istanza di promozione dell'accusa. diffamazione."}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 21:56:30", "Checksum": "cf8913c38ce29fc2ad0c23aba4ef2982", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Camera dei ricorsi penali 08.10.2004 60.2003.220\nRegesto:\nistanza di promozione dell'accusa. diffamazione.\n\n\n__________ __________ __________, ex moglie del querelante, si è presentata spontaneamente al Ministero pubblico per essere sentita in relazione ai fatti accaduti il 31.10.2001. Ha innanzitutto esposto di aver “(…) accompagnato personalmente mio marito” e di averlo aspettato “(…) sin quando ha terminato di parlare con il Magistrato” (AI 3, verbale d’interrogatorio 21.6.2002, p. 1). Ha dichiarato di aver lasciato definitivamente il territorio elvetico il 23.3.2002, dopo aver ottenuto il divorzio il 13.3.2001, di aver sentito, al suo rientro, “(…) delle voci che riportavano i fatti avvenuti in quella data in modo errato” e di conseguenza ha ritenuto “(…) corretto dover esprimere come in realtà si sono svolti i fatti; per me, __________, è un peccato non riportare i fatti in modo giusto, visto che ne sono stata partecipe e sono ben a conoscenza del caso” (AI 3, verbale d’interrogatorio 21.6.2002, p. 1). Ha poi sostenuto che quel giorno “(…), considerato che __________ non era rientrato a casa la sera precedente, ho tentato di mettermi in contatto con lui tramite il cellulare, senza però riuscirci” e pertanto “(…) ho deciso di recarmi sul posto di lavoro di primo mattino, alle 8.20, dove ero sicura di trovarlo” (AI 3, verbale d’interrogatorio 21.6.2002, p. 1 e 2). Sui fatti accaduti ha in particolare sostenuto che “(…) lui mi ha gettato sull’asfalto in modo energico e con particolare forza. In quel momento anche lui era particolarmente agitato e forse non si è reso conto dell’energia che ha usato nei miei confronti”, di essere “(…) caduta distesa su un fianco”, che “(…) le conseguenze fisiche sono state solamente un ematoma leggero sulla coscia”, che “(…) __________ non mi ha assolutamente presa per i capelli”, e che “(…) non mi ha dato nessuna sberla, nemmeno mi ha picchiato mai”, ribadendo che “(…) l’unica reazione fisica che ha avuto è stata quella di scansarmi con decisione dall’ingresso del posto di polizia, (…)” (AI 3, verbale d’interrogatorio 21.6.2002, p. 2 e 3).\n4.1.6.\nIl querelante, infine, nel corso del suo interrogatorio 17.6.2002 ha sostanzialmente ammesso “(…) di essere sceso nuovamente dalla macchina con un certo impeto e di avere afferrato mia moglie per un braccio energicamente nel tentativo di spostarla”, di non ricordarsi più “(…) quale braccio ho afferrato” e di essere “(…) sicuro che a seguito del mio strattone mia moglie è caduta per terra” (AI 2, verbale d’interrogatorio 17.6.2002, p. 2). Ha poi aggiunto di aver immediatamente “(…) avvisato di quanto accaduto il mio superiore Comm. __________ e l’ufficiale __________”, di essere poi stato interpellato da quest’ultimo “(…) il quale mi ha riferito di avere discusso della questione con il Cap. __________, il quale gli ha riferito, che trattandosi di questioni private e non essendo stata inoltrata alcuna denuncia/querela da parte di mia moglie, la questione rimaneva di carattere privato” (AI 2, verbale d’interrogatorio 17.6.2002, p. 3). Ha inoltre dichiarato di aver preso visione del rapporto allestito dal querelato soltanto il 14.5.2002, ove “(…) ho avuto modo di rilevare che il rapporto (…) conteneva gravi inesattezze in merito a quanto accaduto il 31.10.2001”, precisando di non aver “(…) assolutamente colpito mia moglie con un ceffone e nemmeno le ho sfiorato il viso” e che “non è nemmeno vero che mia moglie si sia inginocchiata davanti a me a seguito di un colpo” (AI 2, verbale d’interrogatorio 17.6.2002, p. 4).\n"}