{"Signatur": "TI_CRP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2004-10-08", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2003-220_2004-10-08.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=43015&nX40_KEY=4923548&nTrefferzeile=90&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "43685df741428a148af8305267863110"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["60.2003.220"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 08.10.2004 60.2003.220"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali 08.10.2004 60.2003.220"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali 08.10.2004 60.2003.220"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera dei ricorsi penali "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera dei ricorsi penali "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "istanza di promozione dell'accusa. diffamazione."}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 21:56:30", "Checksum": "cf8913c38ce29fc2ad0c23aba4ef2982", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Camera dei ricorsi penali 08.10.2004 60.2003.220\nRegesto:\nistanza di promozione dell'accusa. diffamazione.\n\n\n__________ __________, pure sentito in qualità di teste presso il Ministero pubblico, ha dapprima dichiarato che il giorno dei fatti accaduti era “(…) in servizio presso il centro di manutenzione di __________ insieme ad altri due colleghi di lavoro, ausiliari di un’impresa che collabora con la manutenzione strade cantonale” (AI 12, verbale d’interrogatorio 18.9.2002, p. 1). Ha poi sostenuto che “al mio arrivo in servizio a bordo di un furgone, mentre entravo sul piazzale ho potuto vedere una macchina parcheggiata, forse una Golf, di fronte al cancello d’entrata con davanti alla stessa una signorina”, che “lì per lì non ci feci caso ed ho proseguito la mia strada fino a quando ho sentito urla provenienti da questo posto” e di aver “(…) fermato il furgone e girandomi con la testa ho visto l’auto sui cui c’erano due poliziotti avanzare verso la signorina”, asserendo inoltre che “a quel punto la stessa con forza ha scagliato la sua borsetta contro il cofano dell’auto e la stessa si è poi arrestata” e di aver “(…) visto uno dei passeggeri che, sceso dall’auto, ha preso la donna per un braccio e l’ha gettata a terra in malo modo” (AI 12, verbale d’interrogatorio 18.9.2002, p. 2). Ha altresì sostenuto che “(…) al mio arrivo i due stavano già litigando”, di aver “(…) visto scendere dall’auto l’agente solo una volta, quando ha preso per un braccio la donna e l’ha gettata in terra da una parte come un sacco di patate”, che non può dire cosa sia accaduto in precedenza in quanto non vi ha assistito e di poter “(…) solo riferire che dal momento in cui sono stato testimone, questo agente non ha tirato sberle o capelli a questa signora. L’unica reazione di forza è stata quella che ho riferito” e di poter “(…) dire che la discussione era comunque parecchio animata” (AI 12, verbale d’interrogatorio 18.9.2002, p. 2). Ha pure aggiunto che “(…) questo agente non ha trascinato la donna su di un lato per poi gettarla in terra; il gesto è stato abbastanza fulmineo nel senso che, subito quando è sceso dall’auto, prendendo la donna per il braccio l’ha scaraventata da una parte” e di poter affermare che “(…) la presa è stata decisa perché mi è sembrato che l’agente abbia prima storto il braccio della donna e poi l’ha gettata in terra” (AI 12, verbale d’interrogatorio 18.9.2002, p. 2).\n4.1.4.\nIl teste __________ __________, dal canto suo, ha in particolare asserito di essersi “(…) diretto verso l’uscita del piazzale e all’altezza del cancello abbiamo trovato __________ con le braccia aperte a vietarmi il passaggio”, che “ho dovuto fermarmi due o tre metri da” lei, che il querelante “(…) è sceso dall’auto ed ha tentato a parole di convincerla a spostarsi per lasciarci proseguire” e di ricordarsi che “(…) in seguito IS 1 aveva tentato di afferrarla per un braccio, senza riuscirci, in quanto la sua compagna tentava di colpirlo con una borsetta che aveva in mano e che faceva roteare dinanzi al mio collega” (AI 7, verbale d’interrogatorio 28.8.2002, p. 2). Ha poi sostenuto che il querelante “(…) ha desistito dall’avvicinarla ed è rientrato nell’abitacolo dell’auto di servizio”, che “a quel momento __________ si è scagliata con la borsetta sul cofano della nostra auto, colpendolo più di una volta”, che il querelante “(…) è così ridisceso dall’auto e l’ha afferrata per un braccio, tirandola verso di sé” e di non sapere “(…) se lei ha fatto resistenza o se ha perso l’equilibrio, sta di fatto che in seguito __________ è caduta in terra. Mi sembra che anche IS 1 ha seguito con il suo corpo la caduta. Non so se è riuscito a sorreggerla o meno. So che infine la stessa era in terra sul prato vicino al cancello, a destra rispetto alla mia posizione di guida (sic!)” (AI 7, verbale d’interrogatorio 28.8.2002, p. 2). Ha altresì asseverato che il querelante “(…) ha avuto soprattutto una discussione verbale con la moglie”, che “l’unica reazione fisica è stata quella di tirarla per un braccio verso di sé alfine di toglierla dal centro del cancello, in modo che noi potessimo passare con l’auto di servizio”, che “per quanto riguarda il “ceffone di una certa violenza”, sono sicuro che IS 1 non ha dato alcuna sberla a __________, così come la stessa non si è inginocchiata. È corretto invece che __________ ha sferrato la propria borsetta sul cofano dell’auto”, sostenendo inoltre che “non corrisponde invece a verità il fatto che IS 1 abbia afferrato la compagna per i capelli. Egli l’ha sì presa per il braccio sinistro, ma non posso dire che l’ha scaraventata a terra” e che “l’intenzione di IS 1 era quella di spostare __________ dal cancello, e, se la stessa è caduta per terra, credo sia dovuto non alla violenza del gesto di IS 1, ma piuttosto alla perdita di equilibrio della stessa” (AI 7, verbale d’interrogatorio 28.8.2002, p. 3 e 4). Ha pure affermato che “(…) __________ è rimasta a terra, visto che dopo aver oltrepassato il cancello al dare precedenza, posto a circa dieci metri dallo stesso, ho potuto vedere dallo specchietto retrovisore che la stessa non si era rialzata” e di non aver pensato che la stessa “(…) si fosse fatta male, considerato che non c’è stata violenza nei fatti suddetti” (AI 7, verbale d’interrogatorio 28.8.2002, p. 4).\n4.1.5."}