Di principio, il terzo che ha risarcito il danno, il terzo cessionario, il terzo subrogato nei diritti della parte lesa, così come i creditori di quest’ultima, non sono danneggiati personalmente (M. MINI, L’istanza di promozione dell’accusa: art. 186 CPP, istruzioni per l’uso, in RDiTi 2004-I, p. 247 ss, p. 259; L. MARAZZI, Il Giar, l’arbitro nel processo penale, p. 38; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., ad art. 69 n. 4 p. 218). Per questi motivi ai cessionari fa difetto la legittimazione e non esiste più la parte civile. 6. L’istanza è pertanto irricevibile. La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza.