Dal profilo soggettivo, il citato reato presuppone che l'autore abbia agito intenzionalmente, cioè con coscienza e volontà giusta l'art. 18 cpv. 2 CP, allo scopo di procacciarsi un indebito profitto o di nuocere al patrimonio e/o ad altri diritti altrui; il dolo eventuale è comunque sufficiente (cfr. BSK StGB II - M. BOOG, Basilea 2003, n. 86 ss. ad art. 251 CP; B. CORBOZ, op. cit., n. 171 ss. ad art. 251 CP; G. STRATENWERTH, op. cit., § 36 n. 20 ss.; S. TRECHSEL, op. cit., n. 12 ss. ad art. 251 CP). 3. Dagli atti, oltre a quanto esposto, risulta in particolare che: 4.