p. 331 s.), ammette quella parte di tutti gli interessi passivi che, secondo il tasso d'interesse vigente, sarebbe ammessa per la parte del capitale che è riconosciuta come non propria. Secondo l'Alta Corte federale, infatti, la circostanza che il creditore sia in un caso un azionista od una persona vicina e nell'altro un terzo non giustifica un diverso trattamento fiscale degli interessi passivi; se così si facesse, si violerebbe infatti l'art. 4 Cost fed (cfr. DTF 106 Ib 320; StR 40, p. 324; in particolare ASA 50, p. 159). Di conseguenza, per la parte di capitale che viene riconosciuto appartenere a terzi vengono considerati gli interessi massimi ammissibili;