sarebbe infatti facile ad un azionista fare contabilizzare il proprio credito come debito al portatore e permettere così alla società di sfuggire all'imposizione del capitale dissimulato. A differenza del Messaggio che stabiliva il limite ad un terzo del valore totale degli attivi determinanti ai fini dell'imposta sull'utile, la Commissione ha optato per il 20% in considerazione della prassi finora seguita e per mantenere l'adeguamento ai limiti valevoli per l'IDN. Tale proporzione si giustifica anche con il tasso di indebitamento normalmente ottenibile" (cfr. Rapporto n. 2000 R del 30 agosto 1976, ad art. 79, p. 84 s.).