A seguito della maternità, terminato il periodo di congedo, la ricorrente ha trovato compatibile con le proprie esigenze di madre, considerata anche la prevedibilità della chiamate, lo svolgimento di un'attività a metà tempo o leggermente superiore durante un numero limitato di mesi all'anno, che le lasciava la primavera inoltrata e l'estate a completa disposizione della famiglia. Mediamente sull'arco dell'anno la durata del lavoro è scesa, come si è visto, ben al di sotto della metà e il salario a circa un terzo di quello che avrebbe percepito, se avesse continuato a lavorare a tempo pieno.