{"Signatur": "TI_CATI_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1996-10-11", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1995-124_1996-10-11.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=19040&nX40_KEY=4933402&nTrefferzeile=13&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "9316e908c339825e5a81413035d38457"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["80.1995.124"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera di diritto tributario 11.10.1996 80.1995.124"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera di diritto tributario 11.10.1996 80.1995.124"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera di diritto tributario 11.10.1996 80.1995.124"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera di diritto tributario "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera di diritto tributario "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera di diritto tributario "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 01:21:43", "Checksum": "40c1c85911eecfdd806daefcb1895279", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Camera di diritto tributario 11.10.1996 80.1995.124\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n5.3\nLa distinzione tra bene privato e bene aziendale non é sempre chiara e l'attribuzione di un bene specifico alla sfera privata piuttosto che a quella commerciale, e viceversa, non sempre é di facile attuazione. Ciò vale in particolare per i cosiddetti beni alternativi, per quei beni cioè che non rientrano esclusivamente nell'una o nell'altra sfera di interessi.\n5.3.1.\nA partire dalla decisione di principio emessa del Tribunale federale sulla distinzione tra sostanza privata e sostanza aziendale (DTF 70 I 257), dottrina e giurisprudenza distinguono tra sostanza aziendale necessaria e sostanza privata necessaria. La prima é costituita da beni economici che per caratteristiche e destinazione concreta appaiono necessari e indispensabili alla realizzazione dello scopo commerciale. La loro appartenenza al patrimonio aziendale si evince direttamente dalla destinazione e funzione loro conferita nell'azienda (ad es. macchinari, fabbricati ma anche debitori o creditori). Rientrano, invece, nel patrimonio privato tutti quei beni che sono destinati esclusivamente al fabbisogno privato (ad es. abiti, mobili, gioielli, immobili adibiti ad uso privato).\n5.3.2.\nSono, di contro, beni alternativi e possono quindi essere assegnati sia alla sfera privata che a quella commerciale, tutte quelle cose, diritti o beni economici che a motivo della loro peculiarità e della loro destinazione non sono in connessione diretta e immediata con il raggiungimento dello scopo aziendale, ma neppure appaiono destinati esclusivamente a coprire un fabbisogno privato (cfr. Reich, Die Abgrenzung von Geschäfts- und Privatvermögen im Einkommensteuerrecht, in SJZ 80, 1994, p. 222 s.). Le quote di partecipazione a una società anonima costituiscono, di regola, un bene alternativo e possono quindi far parte sia del patrimonio aziendale che di quello privato (cfr. Reich, op. cit., p. 222; Känzig, Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. I, Basilea 1982, p. , op. cit., n. 151, p. 362; Stocker, Die steuerliche Abgrenzung der selbständigen Erwerbstätigkeit von der privaten Vermögensverwaltung, Basilea 1992, p. 67 s. e 73 s.; inoltre, StE 1987 B. 23.2 n. 4). Esse possono ad es. acquisire carattere di bene aziendale quando fungono da riserva usuale o necessaria (Stocker, op. cit., p. 71; Cagianut/Höhn, Unternehmungssteuerrecht, pp. 226 e 233; StE 1988 B.23.2 n. 6) o ancora quando servono da garanzia di un prestito necessario per l’azienda (Stocker, loc. cit.) o da garanzia di un apporto di capitale alla società (NStP 1996 p. 81: si veda comunque la relativa nota critica, p. 87 s.).\nDi conseguenza sono considerati appartenere alla sostanza aziendale non soltanto beni acquistati a scopi chiaramente commerciali e che servono direttamente all'azienda, ma anche quei beni che le servono soltanto indirettamente (cfr. DTF 94 I 464; ASA 44 p. 205; StE 1991 B 23.2. n. 9; Reich, op. cit., p. 227).\n5.4.\nIn questo contesto il giudizio va, di regola, condotto tenendo conto dell'insieme delle circostanza (NStP 1996 p. 87).\nPer questo dottrina e giurisprudenza hanno elaborato i criteri che definiscono l'appartenenza dei beni alternativi all'una o l'altra sfera di interessi. Secondo costante giurisprudenza, l'assegnazione di un tale bene economico deve avvenire secondo criteri oggettivi, operando una valutazione e un apprezzamento dell'insieme delle condizioni e delle circostanze particolari.\n5.4.1.\nUn primo criterio può essere dedotto dalle modalità di contabilizzazione, soprattutto quando si riscontra continuità nella qualifica del bene (StE 1993 B 23.9 n. 5). A tale criterio non viene tuttavia attribuita importanza decisiva, ma soltanto connotazione di indizio reversibile (Stocker, op. cit., p. 71, Cagianut/Höhn, op. cit., p. 227): importanza preponderante viene infatti sempre attribuita alla destinazione conferita al bene in questione nell'azienda.\n5.4.2.\nLo stesso deve essere detto in relazione alla provenienza o all' origine dei mezzi che sono serviti a finanziare l'acquisto del bene. La loro origine non è di per sé determinante e in taluni casi può addirittura rivelarsi fuorviante (NStP 1996 p. 87 s., nota critica a sentenza). Essa può costituire tutt'al più un indizio per determinare la natura del bene acquistato (Stocker, op. cit., p. 72 s.), al quale la giurisprudenza del Tribunale federale attribuisce tuttavia importanza soltanto sussidiaria (ASA 38 p. 312).\n5.4.3.\nAltro criterio è quello della (precedente) qualifica fiscale del bene. Un cambiamento d'impostazione viene fiscalmente ammesso solo se emergono chiaramente motivi economici convincenti e durevoli per una diversa qualifica del bene (Stocker, op. cit., p. 73; Reich, op. cit., p. 227).\n"}