L'esempio proposto è proprio quello del socio di una collettiva che lavora quale dipendente presso un terzo ma che riceve annualmente una quota dell'utile netto della società pur non essendo attivo per la stessa; immaginando che un simile socio consegua dalla società la maggior parte dei mezzi di cui dispone, si dovrebbe concludere che egli esercita un'attività accessoria, dal punto di vista dell'aggravio di lavoro, ed una principale, dal punto di vista del reddito conseguito (Beer, op. cit., pp. 58-59; inoltre p. 82).