Avverte inoltre che l’ACC era al corrente sin dal 29 maggio 1992 che il notaio rogante aveva trattenuto un ingente importo a garanzia, tant’è che aveva scritto all’amministratore della venditrice ricordandogli i debiti fiscali non ancora soluti. Lamenta la scorrettezza dell’amministratore della venditrice e della società fiduciaria che lo assisteva, ma anche il silenzio osservato dall’ACC verso il notaio, chiedendo che la compratrice venga protetta nella propria buona fede.