83'000.--. Emerge quindi dall'analisi della struttura dei redditi del ricorrente che l'attività indipendente (reddito notarile e altri redditi aziendali in senso lato: amministrazioni, provvigioni) è sempre stata chiaramente prevalente rispetto all'attività di avvocato, che il ricorrente pretende d'aver svolto alle dipendenze di un avvocato che aveva rinunciato all'esercizio dell'avvocatura, in contrasto con le norme deontologiche che disciplinano l'esercizio della professione. Anche sotto questo profilo, quindi, il ricorso non ha miglior sorte. La decisione dell' Ufficio di tassazione merita quindi conferma.