Da questo punto di vista, se il ricorrente avesse investito il capitale mobilizzato, vale a dire il finanziamento ottenuto mediante prestito ipotecario, in "vincolati" avrebbe potuto conseguire, negli anni di computo in questione, dei tassi d'interesse decisamente superiori all'interesse scaduto a favore degli istituti di credito. Basti considerare che tra il 1988 e il 1990 gli interessi ipotecari si aggiravano attorno al 5%, mentre che quelli creditori su investimenti vincolati a termine erano mediamente superiori.