In secondo luogo, ribadisce che non vi è alcun maggior valore da imporre, avendo ottenuto, in totale, un'indennità inferiore addirittura al valore di stima dei fondi espropriati. Contesta poi la decisione della DC di cumulare le indennità per espropriazione formale e materiale, che si riferiscono a due eventi distinti e ben separati nel tempo. Nelle sue osservazioni del 16 gennaio 1995, la DC si richiama alla propria decisione, chiedendone la conferma. Convocata dalla Camera, per renderla attenta dall’eventuale rischio di una “reformatio in pejus” e per darle quindi la possibilità di prendere posizione, la ricorrente è stata sentita il 16 maggio 1995;