{"Signatur": "TI_CATI_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1995-12-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1994-20_1995-12-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=18890&nX40_KEY=4933416&nTrefferzeile=48&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "4f289ee7d659deb0c0a649ad2648cc1b"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["80.1994.20"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera di diritto tributario 29.12.1995 80.1994.20"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera di diritto tributario 29.12.1995 80.1994.20"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera di diritto tributario 29.12.1995 80.1994.20"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Camera di diritto tributario "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Camera di diritto tributario "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Camera di diritto tributario "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 01:09:48", "Checksum": "c9926aa4816f19611b4c01b213057611", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Camera di diritto tributario 29.12.1995 80.1994.20\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n|\n|\n|\n|\n|||\n|\nIncarto n. 80.95.00010 |\n|\nIn nome |\n|\n||\n|\n|\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\ncomposta dai giudici: |\nAlessandro\nSoldini, presidente,\n|\n|\nsegretario: |\nAndrea Pedroli vicecancelliere |\nstatuendo sui ricorsi del 7 dicembre 1994 e del 18 gennaio 1995\nin materia di: quantificazione dell'ipoteca legale riferita alle imposte cantonali e comunali 1991 e 1992 della __________ __________\n|\npresentato da: |\n__________ __________ __________, __________ __________, rappr. da: avv. __________ __________ __________, __________ __________,\n|\n|\n|\n|\n|\n|\nritenuto\nin fatto ed in diritto\n1. La __________ __________ acquistava, in data 20 aprile 1972, la particella n. __________ del Comune di __________, sulla quale edificava negli anni successivi un palazzo di abitazione, poi costituito in proprietà per piani (PPP). Il 28 dicembre 1988, la __________ __________ concede ad __________ __________ un credito di fr. 3'000'000.-, garantito da cartelle ipotecarie gravanti la particella __________ di proprietà della __________ __________. In seguito al mancato pagamento degli interessi da parte del debitore, la banca creditrice promuoveva una procedura di esecuzione in via di realizzazione del pegno. In occasione dell'incanto del 28 febbraio 1992, l'immobile veniva quindi aggiudicato alla __________ __________ __________. Con decisione dell'11 giugno 1993, l'Ufficio di tassazione delle persone giuridiche (UTPG) notificava alla __________ __________ in liquidazione la tassazione IC 1991, nella quale commisurava l'utile imponibile in fr. 20'000.- ed il capitale in fr. 350'000.-, e la tassazione IC 1992, nella quale invece l'utile imponibile veniva stabilito in fr. 1'357'500.-, pari alla differenza fra il prezzo di aggiudicazione dell'immobile ed il suo valore a bilancio. Non contestate, le decisioni in questione crescevano in giudicato.\n2. Con due distinte decisioni del 22 luglio 1993, l'Ufficio cantonale di esazione (UCE) intimava alla __________ __________ __________, terzo proprietario del pegno, due conteggi per la quantificazione dell'ipoteca legale, relativi alle tassazioni IC 1991 e 1992. La __________ __________ __________ impugnava le decisioni in questione, contestando che le imposte considerate dalle decisioni presentassero il requisito della relazione particolare con l'immobile, richiesto dall'art. 183 LAC; quanto poi all'imposta sull'utile immobiliare scaturito dall'alienazione della part. n. __________, negava inoltre che vi fosse un utile immobiliare.\nI reclami venivano respinti dall'UTPG con due decisioni del 7 novembre 1994, nelle quali l'autorità fiscale sottolineava l'esistenza dei presupposti per la garanzia dell'ipoteca legale.\n3. Sulla base dei conteggi emessi dall' UCE, anche il Comune di __________ emetteva, con decisione del 20 agosto 1993, un conteggio per la quantificazione dell'ipoteca legale a garanzia delle imposte comunali. Un reclamo interposto dalla __________ __________ __________ veniva respinto con decisione del 15 dicembre 1994.\n4. La __________ __________ __________ ha impugnato le decisioni su reclamo dell'UTPG in materia di imposta cantonale e del Comune di Stabio in materia di imposta comunale, con tempestivi ricorsi, rispettivamente del 7 dicembre 1994 e del 18 gennaio 1995.\nLamentata preliminarmente una lesione del proprio diritto di essere sentita, per il fatto che l'UTPG non le ha consentito di prendere visione della contabilità della __________ __________, la ricorrente ripropone sostanzialmente le censure già fatte valere in sede di reclamo. Nega, in primo luogo, che le imposte cui si riferiscono le decisioni impugnate presentino il requisito della relazione particolare con l'immobile, trattandosi di tributi sull'utile della società anonima. Quindi, chiede che l'imposta sull'utile immobiliare sia calcolata deducendo anche gli interessi passivi relativi al mutuo contratto da __________ __________ con la __________ __________ (fr. 606'697.30), per il fatto che il contratto di pegno tra quest'ultima banca e la __________ __________ prevedeva che fosse il proprietario del pegno a pagare gli interessi. Infine, la ricorrente contesta il calcolo degli interessi sui crediti d'imposta garantiti dall'ipoteca legale.\nNelle sue osservazioni del 23 gennaio 1995, la DC postula la reiezione del gravame; degli argomenti sostenuti dall'autorità fiscale si dirà, in quanto sia necessario, nelle considerazioni in diritto.\n5. Violazione del diritto di essere sentito\nCome detto, la ricorrente lamenta in via preliminare la violazione del diritto di essere sentita, per il fatto che la DC non le ha concesso di visionare il bilancio della società debitrice e non l'ha convocata ad un'udienza, come pure essa aveva espressamente richiesto \"in caso di mancato accoglimento integrale delle richieste\".\n5.1.\nL'art. 4 CF impone alle autorità amministrative e giudiziarie di pronunciarsi sulle allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta sufficiente quando l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e pone quindi l'interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d'impugnazione presso un'istanza superiore: per ciò fare, l'autorità non deve però pronunciarsi su tutti gli argomenti che essa potrebbe esaminare, ma può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte a influire - in un modo o nell'altro - sulla decisione di merito (DTF 114 Ia 242 consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi, 111 Ia 1; inoltre STF del 5 dicembre 1990 in re A.W.).\n"}