{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2011-10-26", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-55_2011-10-26.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=109504&nX40_KEY=4921782&nTrefferzeile=85&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "ac0b878dbb8df2fedd2318a4e583421b"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.55"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 26.10.2011 17.2011.55"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 26.10.2011 17.2011.55"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 26.10.2011 17.2011.55"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Proscioglimento da ripetuta ricettazione (per assenza di dolo) e da ripetuta falsità in documenti (le fatture inserite in contabilità erano false unicamente in relazione al nome del fornitore, elemento cui non si estende il loro valore probatorio accresciuto)"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 20:44:34", "Checksum": "6712bee042464c162a9d5d557e49c903", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Corte di appello e di revisione penale 26.10.2011 17.2011.55\nRegesto:\nProscioglimento da ripetuta ricettazione (per assenza di dolo) e da ripetuta falsità in documenti (le fatture inserite in contabilità erano false unicamente in relazione al nome del fornitore, elemento cui non si estende il loro valore probatorio accresciuto)\n\n\nSecondo la giurisprudenza, occorre estrema cautela nell’attribuire valore probante accresciuto ad uno scritto: “an die Beweisbestimmung und Beweiseignung einer Urkunde [seien] bei der Falschbeurkundung hohe Anforderungen zu stellen. Art. 251 StGB sei deshalb restriktiv anzuwenden, soweit es um die Falschbeurkundung gehe” (DTF 117 IV 167 consid. 2b).\nb) Per giurisprudenza invalsa, la contabilità commerciale e i suoi elementi (pezze giustificative, libri contabili, estratti conto, bilanci e conti economici) sono documenti dotati di un valore probatorio accresciuto nella misura in cui sono, in virtù dell’art. 957 CO, destinati e atti a provare dei fatti di portata giuridica e, meglio, la situazione e le operazioni che presentano. Essi devono, infatti, dare un quadro preciso e completo dell’effettiva situazione economica dell’impresa per permettere alle persone che entrano in contatto con essa di farsi un’idea corretta del suo stato patrimoniale (STF 6B_1001/2009 del 23 aprile 2010 consid. 2.2.1; 6B_421/2008 del 21 agosto 2009 consid. 5.3.1; 6B_367/2007 del 10 ottobre 2007 consid. 4.2; 6S.156/2006 del 24 novembre 2006 consid. 4.1; 132 IV 12 consid. 8.1; 131 IV 125 consid. 4.1; STF 6S.189/2002 del 28 gennaio 2003 consid. 2.2; 129 IV 130 consid. 2.2; 125 IV 17 consid. 2a/aa; 122 IV 25 consid. 2b; 116 IV 52 consid. 2a; 115 IV 225 consid. 2c; 114 IV 31 consid. 2; 111 IV 119 consid. 2; 108 IV 25 consid. 1c; SJ 1997 pag. 581 consid. 2a; Remund/Bossard/Thormann, Le faux intellectuel dans le droit pénal économique, in: Pozo/Thormann, Droit pénal économique, Ginevra/Basilea/Zurigo 2011, pag. 307-308; Boog, Basler Kommentar, StGB II, Basilea 2007, n. 51, 55 e 56 ad art. 251 CP; Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II, Berna 2010, n. 133 ad art. 251 CP; Stratenwerth/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, BT II, Berna 2008, n. 39 ad § 36; Donatsch/Wohlers, Strafrecht IV, Delikte gegen die Allgemeinheit, Zurigo/Basilea/Ginevra 2004, pag. 148).\nIl carattere definitivo di una contabilità non è decisivo per la determinazione del suo valore probante: anche iscrizioni provvisorie hanno, infatti, elevato valore probante (Remund/Bossard/Thormann, Le faux intellectuel dans le droit pénal économique, in: Pozo/Thormann, Droit pénal économique, Ginevra/Basilea/Zurigo 2011, pag. 308; DTF 114 IV 31 consid. 2).\nc) L’art. 957 cpv. 1 CO pone l’obbligo di tenere e conservare regolarmente i libri contabili richiesti dalla natura e dall’estensione della sua azienda a chi deve far iscrivere la propria ditta nel registro di commercio.\nÈ tenuto a far iscrivere la propria ditta nel registro di commercio del luogo in cui si trova la sede principale dell’impresa - e, quindi, a tenere una contabilità commerciale - chiunque esercita un commercio, un’industria od un’altra impresa in forma commerciale (art. 934 cpv. 1 CO).\nLe ditte individuali sono soggette all’obbligo di iscrizione registro di commercio soltanto a partire da un fatturato annuo lordo di fr. 100'000.- (cfr. art. 36 cpv. 1 ORC).\nd) I libri contabili che deve tenere chi soggiace all’obbligo imposto dall’art. 957 CO sono descritti all’art. 1 dell’Ordinanza sulla tenuta e la conservazione dei libri di commercio (Olc). Tale norma prescrive la tenuta di un libro principale (comprendente, da un lato, i conti sulla base dei quali sono allestiti il conto d’esercizio e il bilancio e, dall’altro, il giornale) e, a dipendenza della natura e dell’estensione dell’azienda, anche di libri ausiliari (di cui fanno parte, in particolare, la contabilità dei salari, la contabilità dei debitori e dei creditori come pure l’inventario aggiornato delle merci immagazzinate o delle prestazioni non fatturate).\ne) La contabilità può costituire documento anche se non esiste un obbligo legale di tenere dei libri contabili. Anche una contabilità facoltativa costituisce, infatti, documento nella misura in cui essa ha carattere commerciale. Ciò è il caso quando essa è tenuta al medesimo scopo per il quale l'art. 957 CO obbliga le persone tenute all'iscrizione a registro di commercio a tenere una contabilità (cioè per dare un’immagine della situazione finanziaria dell’impresa e disporre di un relativo mezzo di prova), comprende giustificativi e libri contabili che hanno la pretesa dell'esaustività e dà un’immagine che si vuole completa della situazione finanziaria della società, dello stato dei debiti e dei crediti connessi con l'attività come pure con il risultato degli esercizi annuali (STF 6S.231/2006 del 18 agosto 2006 consid. 3.3; DTF 129 IV 130 consid. 2.2; 125 IV 17 consid. 2b/aa che precisa la DTF 91 IV 188 consid. 4; Boog, op. cit., n. 51 ad art. 251 CP; Stratenwerth/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, BT II, Berna 2008, n. 40 ad § 36; Donatsch/Wohlers, Strafrecht IV, Delikte gegen die Allgemeinheit, Zurigo/Basilea/Ginevra 2004, pag. 148).\nLa giurisprudenza federale ha già avuto modo di precisare che i terzi che vogliono conoscere la situazione finanziaria di una società devono potersi fidare delle indicazioni contenute nella contabilità commerciale, sia la sua tenuta imposta dalla legge o facoltativa (STF 6S.231/2006 del 18 agosto 2006 consid. 3.3; DTF 125 IV 17 consid. 2b/dd).\nTuttavia, è stato anche stabilito che occorre dar prova di un certo riserbo nel riconoscere carattere commerciale ad una contabilità (DTF 125 IV 27 consid. 2b/aa)."}