Per di più appare alquanto inverosimile che qualcuno abbia potuto, senza uno scopo ben preciso, imparare a memoria i dati dell’istante, al punto da arrivare a conoscere nel dettaglio informazioni private piuttosto difficili da recuperare, che solo il diretto interessato o qualcuno a lui particolarmente vicino (e dunque per lui facilmente individuabile) poteva sapere, quali ad esempio il cognome da nubile della madre. La teoria del ricorrente appare ancor più fragile se si tien conto che la morte di P ed il conseguente interrogatorio da parte della polizia non erano prevedibili, per cui non aveva alcun senso prepararsi a fornire una falsa identità agli inquirenti.