In particolare - sostiene l’appellante - agli atti manca una planimetria che riporti la “corretta conformità della curva” e dei luoghi in generale e che indichi, in primo luogo, la distanza precisa tra l’inizio del rettilineo successivo alla curva ed il posteggio laterale dal quale proveniva l’altra vettura. Secondo l’insorgente, “soltanto con l’ausilio di tali mezzi di prova si sarebbero potuti effettuare calcoli adeguati ed eventualmente giungere a conclusioni condannatorie”.