{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2011-09-15", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-50_2011-09-15.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=109045&nX40_KEY=4921811&nTrefferzeile=89&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "a97b4df43375fc6d46a8956bc710deca"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.50"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 15.09.2011 17.2011.50"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 15.09.2011 17.2011.50"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 15.09.2011 17.2011.50"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Il conducente deve circolare alla velocità che gli permetta di fermarsi nello spazio visibile e di evitare ostacoli prevedibili. 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Tassa di giustizia\n\n\nPer l’appellante, pur non esistendo agli atti alcun piano che riporti misure effettive - quali la lunghezza del tratto rettilineo intercorrente dal punto in cui termina la curva da lui percorsa poco prima dell’incidente ed il posteggio laterale da cui proveniva l’altra automobile - il primo giudice si è avventato in calcoli che, sempre a dire dell’insorgente, “non reggono proprio perché semplicemente campati in aria” (motivazione d’appello, lett. B pto 3 pag. 3).\nL’insorgente considera che il primo giudice sia pure caduto in arbitrio nel ritenere inadeguata anche la velocità di 35 km/h e sottolinea che le distanze ed i parametri di cui si è avvalso il giudice della Pretura penale indurrebbero a ritenere che neppure alla velocità di 28 km/h sarebbe stato sufficiente uno spazio di frenata di 15 metri. Ciò dimostra - conclude l’appellante - che a causare la perdita di controllo della sua auto è stata la grave violazione delle norme della circolazione stradale da parte del veicolo che si è immesso (motivazione d’appello, lett. B pto 3 pag. 3).\n5.3.a) Giusta l’art. 90 cifra 1 LCStr chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCStr o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale, è punito con la multa. Tale disposto, di natura astratta e generale, deve essere completato con l’indicazione delle norme della circolazione in concreto violate (STF del 24 novembre 2003 inc. 6S.392/2003 consid. 2.1, DTF 100 IV 71 consid. 1 pag. 73).\nNel caso in esame, il primo giudice ha ritenuto la fattispecie una violazione degli art. 32 cpv. 1 e 26 cpv. 1 LCStr nonché dell’art. 4 cpv. 1 ONC.\nb) L’art. 32 cpv. 1 LCStr prevede che la velocità deve sempre essere adattata alle circostanze, in particolare alle peculiarità del veicolo e del carico, come anche alle condizioni della strada, della circolazione e della visibilità. Nei punti in cui il veicolo potrebbe intralciare la circolazione, il conducente deve circolare lentamente e, se necessario, fermarsi. Questo, in particolare nei luoghi in cui la visibilità non è buona, alle intersezioni con scarsa visuale e ai passaggi a livello. Se ne deduce che è lecito circolare alla velocità massima autorizzata soltanto se le condizioni della strada, del traffico e della visibilità sono favorevoli (STF del 6 aprile 2009 inc. 4A_76/2009 consid. 3.3, 121 IV 286 consid. 4b pag. 291, DTF 121 II 127 consid. 4a pag. 131).\nL’art. 32 cpv. 1 LCStr impone, in primo luogo, al guidatore di uniformarsi alle regole contenute nell’art. 4 cpv. 1 dell’Ordinanza del 13 novembre 1962 sulle norme della circolazione stradale (ONC), secondo cui il conducente deve circolare ad una velocità che gli permetta di fermarsi nello spazio visibile e, se l’incrocio con altri veicoli è difficile, nella metà dello spazio visibile. Al proposito, il TF ha già avuto modo di osservare che i conducenti che si apprestano ad affrontare una curva con visibilità ridotta o un dosso, anche su strade di forte transito, devono prevenire la presenza di un ostacolo sulla porzione di strada non ancora visibile (come ad esempio un veicolo molto lento, una vettura ferma per un guasto tecnico o un incidente e non segnalata in modo conforme alla legge) e devono, di conseguenza, adeguare la loro velocità in modo da potersi fermare entro lo spazio visibile (DTF 89 IV 23 consid. 2 pag. 25; STF del 21 marzo 2005 inc. 6S.457/2004 consid. 2.4). Inoltre, il conducente che, di notte, percorre una strada sinuosa deve tenere conto che il fascio luminoso dei fari si dirige all’esterno della carreggiata accorciando lo spazio di strada visibile (Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière, Commentaire, Losanna 1996, ad. art. 32 LCR n. 1.20 pag. 310).\nL’art. 32\ncpv. 1 LCStr obbliga, poi, il conducente ad adeguare la sua velocità in modo da\npotersi arrestare prima di quegli ostacoli presenti sulla carreggiata\nall’interno del suo spazio visibile (Anhalten vor bereits vorhandenen und\nsichtbaren Hindernissen).\nGiusta la predetta norma, il conducente deve adeguare la sua velocità in\nfunzione degli ostacoli che, anche se improvvisi, sono prevedibili (Hindernisse\nmit denen gerechnet werden muss). Il conducente deve, pertanto, tenere\nconto di quelle situazioni in cui ostacoli potrebbero apparire improvvisamente\nnel suo spazio visibile (hindernisträchtige Situationen), laddove la\npossibilità che un tale evento si verifichi s’impone seriamente in ragione di\ncircostanze particolari (sentenza CCRP del 1. ottobre 2009, inc. 17.2008.48,\nconsid. 3.3 b con riferimenti dottrinali e casistica).\nGli ostacoli sono, per contro, imprevedibili quando si presentano davanti al\nconducente in maniera del tutto inopinata ed inattesa, senza che lo stesso\npotesse assolutamente contare sulla loro evenienza (Bussy/Rusconi, op. cit., ad\nart. 32 LCR n. 1.27 pag. 314; cfr. anche la casistica in sentenza CCRP del 1°\nottobre 2009, inc. 17.2008.48, consid. 3.3 b).\nDeterminare l’adeguatezza della velocità alle circostanze concrete è una questione di diritto che questa Corte - così come il Tribunale federale - può esaminare liberamente (Jeanneret, Les dispositions pénales de la Loi sur la circulation routière, Berna 2007, ad art 90 LCR n. 53; STF del 6 aprile 2009, inc. 4A_76/2009 consid. 3.3; DTF 94 IV 23 consid. 1 pag. 25).\nGiusta l’art. 26 cpv. 1 LCStr, nella circolazione ciascuno deve comportarsi in modo da non essere di ostacolo né di pericolo per coloro che usano la strada conformemente alle norme stabilite."}