{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2011-06-15", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-48_2011-06-15.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=108896&nX40_KEY=4921815&nTrefferzeile=64&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "8170077b8aee2d8a029b32ab3ddd2a20"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.48"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 15.06.2011 17.2011.48"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 15.06.2011 17.2011.48"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 15.06.2011 17.2011.48"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Irricevibilità di un'istanza di revisione contro una sentenza non ancora passata in giudicato"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 04:54:07", "Checksum": "7b9ac03b4786795ff2a60428f4b79dbf", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Corte di appello e di revisione penale 15.06.2011 17.2011.48\nRegesto:\nIrricevibilità di un'istanza di revisione contro una sentenza non ancora passata in giudicato\n\n|\n|\n|\n|\n|\n||\n|\nIncarto n. |\nLocarno 15 giugno 2011/nh |\nIn nome |\n|\n||\n|\nLa Corte di appello e di revisione penale |\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\ncomposta dai giudici: |\nGiovanna Roggero-Will, presidente, Franco Lardelli e Rosa Item |\n|\nsegretaria: |\nFederica Dell’Oro, vicecancelliera |\nsedente per statuire sull'istanza di revisione presentata il 25 marzo 2011 da\n|\n|\nAP 1 (ACPR)\n|\n|||\n|\n|\ncontro la sentenza emanata il 16 marzo 2011 dalla Corte delle assise criminali nei confronti di AP 2 e AP 3 |\n|\n||\n|\n|\n|\n|\n||\nesaminati gli atti;\nposti i seguenti\npunti in questione:\n1. Se dev'essere accolta l'istanza di revisione.\n2. Il giudizio sulle spese e sulle ripetibili.\nRitenuto\nin fatto: A. Con sentenza 16 marzo 2011, la Corte delle assise criminali ha ritenuto:\na. AP 2 autore colpevole di:\n- amministrazione infedele aggravata, ripetuta, siccome commessa per procacciare a sé o ad altri indebito profitto, per avere, nel periodo ottobre 1997 - settembre 1999, a __________ e in altre località, in correità con AP 3, ripetutamente mancato al proprio dovere di amministrare il patrimonio di 18 clienti investitori, arrecondo un pregiudizio al patrimonio di 9 clienti per complessivi fr. 265'290.–;\n- appropriazione indebita aggravata, ripetuta, siccome commessa in qualità di gerente di patrimoni e nell'esercizio di un'attività sottoposta a autorizzazione da un'autorità, per avere, nel periodo marzo 1999 - novembre 2000, a __________, in correità con AP 3, in più occasioni, impiegato a scopo di indebito profitto complessivi fr. 297'334.–, affidati dai suddetti 18 clienti investitori;\n- truffa aggravata, siccome commessa per mestiere, per avere, nel periodo maggio 1998 - gennaio 2001, a __________ e in altre località, in correità con AP 3, al fine di procacciarsi indebito profitto, ingannato con astuzia 34 clienti investitori, inducendoli ad atti pregiudizievoli al patrimonio per complessivi fr. 2'406'430.–, con danno finale per questi clienti di fr. 909'513.–;\nb. AP 3 autore colpevole di:\n- amministrazione infedele aggravata, ripetuta, siccome commessa per procacciare a sé o ad altri indebito profitto, per avere, nel periodo ottobre 1997 - settembre 1999, a __________ e in altre località, in correità con AP 2, ripetutamente mancato al proprio dovere di amministrare il patrimonio di 18 clienti investitori, arrecondo un pregiudizio al patrimonio di 9 clienti per complessivi fr. 265'290.–;\n- appropriazione indebita aggravata, siccome commessa in qualità di gerente di patrimoni e nell'esercizio di un'attività sottoposta a autorizzazione da un'autorità, per avere, nel periodo marzo 1999 - novembre 2000, a __________, in correità con AP 2, in più occasioni, impiegato a scopo di indebito profitto complessivi fr. 297'334.–, affidati dai suddetti 18 clienti investitori;\n- truffa aggravata, siccome commessa per mestiere, per avere, nel periodo maggio 1998 - gennaio 2001, a __________ e in altre località, in correità con AP 2, al fine di procacciarsi indebito profitto, ingannato con astuzia 34 clienti investitori, inducendoli ad atti pregiudizievoli al patrimonio per complessivi fr. 2'406'430.–, con danno finale per questi clienti di fr. 909'513.–.\nPer tali reati, la Corte ha condannato:\na. AP 2 - ritenuta la violazione del principio di celerità - alla pena detentiva di 22 mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni;\nb. AP 3 - ritenuta la violazione del principio di celerità - alla pena detentiva di 24 mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni;\nc. AP 2 e AP 3 a pagare, in solido, importi di denaro agli accusatori privati __________, ACPR 1, ACPR 7, ACPR 5, ACPR 11, ACPR 16 e ACPR 15.\nB. Con la medesima decisione, la Corte delle assise criminali ha rilevato che AP 1 è stato sentito come teste il 4 (AI 106) e il 5 agosto 2004 (AI 118), occasione in cui si è costituito parte civile, senza tuttavia - pur avendo conferito complessivi fr. 245'000.- - formulare una chiara richiesta risarcitoria. Dopo di allora, secondo la prima Corte, AP 1 non risulta essersi più interessato al procedimento, avendo declinato l'invito a partecipare o farsi rappresentare sia all'udienza preliminare tenutasi il 17 febbraio 2011 (doc. TPC 19) che al dibattimento (doc. TPC 40). In assenza di esplicita richiesta in tal senso, la Corte non ha pertanto pronunciato alcun giudizio risarcitorio in favore di AP 1.\nC. Con richiesta 25 marzo 2011, AP 1 postula la “revisione della sentenza” in quanto “ritiene che gli imputati debbano” risarcirgli “in solido” almeno “l'importo di fr. 50'000.–” di cui “si sono impossessati abusivamente, più relativi interessi”. Rileva che con l'estratto 18 gennaio 2003 “il signor AP 2” aveva ammesso versamenti per un totale di fr. 245'000.–, esistendo però investimenti firmati da lui (AP 1) per un totale di fr. 195'000.–. Aggiunge che in sede di audizione, nella sua deposizione al Ministero Pubblico, aveva “regolarmente citato il fatto dei fr. 50'000.–”. Sostiene che, in data 18 gennaio 2003, AP 2, presentandogli l'estratto, ha voluto fargli credere che l'importo era investito nella società __________, “chiaramente senza poterlo giustificare” e, inoltre, che “nel caso in cui la firma del responsabile della società __________ sugli investimenti datati 8 settembre 2000” fosse falsificata, ritiene che “pure per questi importi abbia il diritto di essere risarcito in solido”. Produce copia dell'estratto del 18 gennaio 2003 e di due investimenti dell'8 settembre 2000.\nD. L'istanza di revisione non è stata intimata per osservazioni.\nConsiderando"}